<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318900763782532789</id><updated>2011-07-08T02:14:45.757+02:00</updated><category term='maurizio pallante'/><category term='decrescita felice'/><title type='text'>Decrescita Felice Campobasso</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318900763782532789/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>decrescita felice campobasso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09734153733310853598</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_tDu5IiTBrY0/SsPrWlcQMlI/AAAAAAAAACA/3jxGyxWhewE/S220/logofacebook+copia.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>11</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318900763782532789.post-7306208522621929380</id><published>2011-03-21T10:39:00.003+01:00</published><updated>2011-03-21T11:40:53.237+01:00</updated><title type='text'>Acqua pubblica in brocca!</title><content type='html'>h&lt;a href="http://www.ilbenecomune.it/web/index.php?page=elemento&amp;amp;id=14481"&gt;ttp://www.ilbenecomune.it/web/index.php?page=elemento&amp;amp;id=14481&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;(La società della decrescita felice, n.2)&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt; color:black"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-indent:35.4pt;line-height:normal"&gt;Le bottiglie d’acqua hanno colonizzato i luoghi della nostra quotidianità: ne sono piene le biblioteche, le aule universitarie, gli uffici pubblici, le palestre. I distributori automatici, che troviamo in qualunque luogo pubblico, vengono riforniti almeno due volte al giorno e nei supermercati le confezioni vanno a ruba. Ognuno può scegliere quella che più lo soddisfa: quella povera di sodio, quella della salute, quella che aiuta la diuresi e così via. Ci hanno convinti che l’acqua di cui abbiamo bisogno è quella che viene venduta in bottiglia perché di qualità migliore rispetto a quella che giunge direttamente nelle nostre case. Ma è veramente così? &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-indent:35.4pt"&gt;Di sicuro gli studenti dell’Università di Canberra hanno la fortuna di non dover assistere a questo scempio consumistico, dato che nel loro campus è stata &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;messa al bando la vendita di acqua in bottiglia&lt;/b&gt;, sostituita da distributori automatici che riempiono contenitori acquistabili separatamente (sistema organizzato dal gruppo DO SOMETHING).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-indent:35.4pt"&gt;Prima di descrivere cosa c’è dietro il consumo dell’acqua in bottiglia apriamo una sintetica parentesi sulla situazione dell’acqua considerata generalmente pubblica, che non attraversa un bel periodo. Già nel non molto lontano 1994 la legge “Galli”, che prende il nome dal proponente Democristiano, viene approvata ed apre la strada alla privatizzazione delle risorse idriche. Nel corso degli anni, grazie al complice silenzio dei mezzi d’informazione nel 1999 si giunge alla privatizzazione&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;del primo acquedotto italiano, cioè quello romano, con la supervisione di Francesco Rutelli, Linda Lanzillotta e Chicco Testa (lo stesso che in questi giorni vuole convincerci dei fattori positivi dell’energia nucleare). Il decreto “Ronchi” del 2009 completa l’opera di privatizzazione, facendo in modo che banche d’affari e imprese multinazionali possano prendere il controllo delle risorse idriche. Si prevede l’affidamento dei servizi pubblici a rilevanza economica a favore di imprenditori, o a società a partecipazione mista con capitale privato non inferiore al 40% del pacchetto azionario. Inoltre è prevista la cessazione degli affidamenti “in house” a società totalmente pubbliche alla data del 31 dicembre 2011. L’attuazione di questo processo viene giustificata da miglioramenti qualitativi non ottenibili senza una &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;liberalizzazione&lt;/i&gt;.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;Innanzitutto bisogna ricordare che la riforma porta ad una vera e propria privatizzazione, in quanto nei servizi di rete, come quello idrico, si parla di &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;concorrenza “per il mercato”&lt;/b&gt; e non di concorrenza “nel mercato”: una volta affidato il servizio tramite&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;gara, chi l’ha vinta è il despota che avrà il controllo per venti o trenta anni. Sarà a tutti gli effetti un sovrano assoluto in quanto non vi è una “costituzione” o un garante indipendente che possa orientarne il controllo [Luca Martinelli, “L’acqua è una merce”]. Inoltre le privatizzazioni già realizzate non hanno dato risultati positivi, basti vedere le esperienze di Palermo, di Aprilia o di alcune città europee come ad esempio Parigi (nella quale hanno sede le multinazionali dell’acqua Suez e Veolia) dove si è deciso di ritornare alla &lt;span style="mso-bidi-font-weight:bold"&gt;gestione municipalizzata che farà risparmiare al Comune circa 30 milioni di euro l’anno. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-indent:35.4pt"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-weight:bold"&gt;Il &lt;b&gt;Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua&lt;/b&gt; si batte da anni a tutela di questo bene prezioso e ha prodotto una legge di iniziativa popolare (che giace in Parlamento dal 2006), sottoscritta da 400mila cittadini, &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;per poter sottrarre l’acqua dal mercato e realizzare una gestione pubblica e partecipata. Contro la mercificazione dell’acqua il Forum ha promosso tre referendum raccogliendo oltre 1,4 milioni di firme in tutta Italia. La Corte Costituzionale ha ammesso soltanto due dei tre quesiti referendari proposti: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-indent:35.4pt"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-weight:bold"&gt;1) &lt;i&gt;Si propone l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height:115%;font-family:&amp;quot;Helvetica&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black;mso-fareast-language: IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-weight:bold"&gt;È l’ultima normativa approvata dal Governo Berlusconi. Stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%. Con questa norma, si vogliono mettere definitivamente sul mercato le gestioni dei 64 ATO (su 92) che o non hanno ancora proceduto ad affidamento, o hanno affidato la gestione del servizio idrico a società a totale capitale pubblico. Queste ultime infatti cesseranno improrogabilmente entro il dicembre 2011, o potranno continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste, con capitale privato al 40%. La norma inoltre disciplina le società miste collocate in Borsa, le quali, per poter mantenere l’affidamento del servizio, dovranno diminuire la quota di capitale pubblico al 40% entro giugno 2013 e al 30% entro il dicembre 2015. Abrogare questa norma significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-weight:bold"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;table class="MsoNormalTable" border="0" cellpadding="0" style="mso-cellspacing:1.5pt;  mso-yfti-tbllook:1184"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr style="mso-yfti-irow:0;mso-yfti-firstrow:yes;mso-yfti-lastrow:yes"&gt;   &lt;td valign="top" style="padding:.75pt .75pt .75pt .75pt"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:   justify"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-weight:bold"&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;2) Si propone l’abrogazione dell’’art. 154   del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente),   limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il   servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della   remunerazione del capitale investito”.Poche parole, ma di grande rilevanza   simbolica e di immediata concretezza. Perché  la parte di normativa che   si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti   garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a   remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi   logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.   Abrogando questa parte dell’articolo sulla norma tariffaria, si elimina il   “cavallo di Troia” che ha aperto la strada ai privati nella gestione dei   servizi idrici: si impedisce di fare profitti sull'acqua. (&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.referendumacqua.it/"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-weight:   bold"&gt;www.referendumacqua.it&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-weight:   bold"&gt;)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:   justify"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-weight:bold"&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-weight:   bold;mso-bidi-font-style:italic"&gt;Il 12 giugno 2011 è indispensabile recarsi   alle urne e votare &lt;b&gt;“Sì” per l’acqua bene comune&lt;/b&gt;! &lt;b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-weight:bold;mso-bidi-font-style:italic"&gt;Vincere il referendum però a noi non basta; rappresenta solamente una battaglia, parte di una&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;lunga guerra che deve essere combattuta con una strategia globale, proprio come globalmente agisce il nemico. Deve essere il primo passo verso una vera e propria riappropriazione dei beni comuni che sono oggetto di un saccheggio, di cui molti di noi sono complici. Il processo di mercificazione coinvolge sempre più tutti gli aspetti della nostra vita, dalla nascita alla morte, concedendo agli individui l’illusione di essere liberi e poter scegliere ciò di cui hanno bisogno. Ma rimane un’illusione in quanto i bisogni sono il frutto di un “immaginario colonizzato”: la manipolazione mediatica spinge le persone a comprare prodotti nuovi e, &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;spesso, inutili. La scelta nella maggior parte dei casi non è più libera, ma è indotta da messaggi pubblicitari che portano alla creazione di nuovi bisogni. &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;È proprio qui che il nostro discorso sull’acqua pubblica tocca&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;quello dell’acqua in bottiglia. Molte delle persone a cui abbiamo domandato se fossero favorevoli alla privatizzazione dell’acqua ci hanno dato risposta negativa. Senza ombra di dubbio, dato che gli italiani sono i maggiori consumatori europei (e terzi al mondo) di acqua in bottiglia, possiamo affermare che tra i contrari alla privatizzazione dell’acqua ci sono numerosi consumatori di acqua in bottiglia. In altre parole, &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;questa incoerenza di fondo ci mostra come da un lato ci si mobiliti per l’acqua pubblica, mentre dall’altro si beva quella privata. Tra i nostri obiettivi, per la difesa dei beni comuni e la sopravvivenza dell’ambiente, deve esserci anche il cambiamento degli stili di vita fondati sulla &lt;i&gt;crescita illimitata.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-indent:35.4pt"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-weight:bold;mso-bidi-font-style: italic"&gt;In Italia l’acqua in bottiglia è quasi totalmente controllata dalle multinazionali. I gruppi Sanpellegrino-Nestlè, San Benedetto, Rocchetta-Uliveto, Ferrarelle, Fonti di Vinadio, Norda, Spumador e Gaudianello controllano il 71% delle vendite. Gli italiani spendono circa 3,2 miliardi di euro per comprare acqua minerale, cifre non giustificate data la buona qualità dell’acqua che arriva nelle nostre case.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;Il meccanismo che permette a questo mercato di essere così imponente, e impedisce una corretta informazione sullo stato dell’acqua e normative relative, è la &lt;i&gt;pubblicità&lt;/i&gt;. &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;L’incremento delle vendite dal 1980 ad oggi è stato del 313%; allo stesso tempo si è avuto un miglioramento di efficienza e qualità delle reti idriche che portano l’acqua nelle nostre case le quali, tranne in rari casi, non vengono pubblicizzate. Tutti invece hanno sentito parlare dell’acqua povera di sodio, quella che stimola la diuresi o quella che rende belli fuori. Dal 1991 gli investimenti delle aziende sui mezzi di informazione sono quadruplicati: nel 2005 ammontavano a circa milioni di euro. Talvolta la pubblicità può anche essere &lt;i&gt;ingannevole&lt;/i&gt; e mettere esplicitamente in discussione l’acqua del rubinetto, come ha fatto Mineracqua (federazione italiana delle industrie delle acqua minerali naturali). La sua campagna pubblicitaria, per fortuna, è stata bloccata dal Giurì di autodisciplina pubblicitaria nel Novembre del 2010. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-indent:35.4pt"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-weight:bold;mso-bidi-font-style: italic"&gt;Come possono permettersi le aziende di investire così tanto nelle pubblicità ed essere presenti su tutti i quotidiani e sulle televisioni? La prima cosa che ci viene in mente è dare un’occhiata ai costi che devono essere sostenuti, come ad esempio i canoni di concessione per le acque minerali. Infatti l’acqua che viene imbottigliata comporta dei costi irrisori per le aziende. Esiste cioè un vuoto normativo del tutto oscuro ai cittadini che vedono sottrarsi grandi quantità di acqua senza che le aziende paghino un adeguato corrispettivo (da poter utilizzare ad esempio per migliorare l’efficienza delle reti idriche). Una decina di Regioni prevedono il pagamento di un canone in base alla quantità di acqua imbottigliata, che varia dai 0,3 euro per metro cubo della Campania, ai 2 euro nel Lazio. In altre regioni invece, come nel Molise dove sono quasi nulli, gli imbottigliatori pagano solo un canone annuo in base alla superficie del permesso di ricerca della sorgente e del successivo sfruttamento; i&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt; line-height:115%;color:black"&gt;l canone (che dovrebbe ammontare a 10€/ha) è ancora regolato dal &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Regio decreto n. 1443 del 1927 “Norme di carattere legislativo per disciplinare la ricerca e la coltivazione delle miniere nel Regno”, &lt;/b&gt;quando le acque in bottiglia erano utilizzate come acque curative o considerate come bene di élite e non avevano certo la diffusione e i consumi attuali. [Dossier Legambiente 2008] Al cittadino mancano queste come tante altre informazioni. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-indent:35.4pt"&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt;line-height:115%; color:black"&gt;Prendendo in mano una bottiglietta d’acqua si può notare che l’etichetta riporta diversi valori. Il giornalista Luca Martinelli, nella “Piccola guida al consumo critico dell’acqua”, ci fa notare che nel corso degli anni sono letteralmente spariti dalle etichette diversi parametri che le aziende oggi omettono di indicare, come il residuo fisso o i nitrati; oppure non ci è possibile conoscere la quantità di arsenico o piombo contenuta nella bottiglia d’acqua. In base alla Direttiva 40/2003 della Commissione Europea, che determina i limiti di concentrazione per alcuni componenti indesiderati (come arsenico, cromo, rame), nel dicembre del 2004 il Ministro della Salute Sirchia ha dovuto sospendere temporaneamente l’autorizzazione alla vendita per 126 acque minerali (11 di queste presentavano valori di arsenico o manganese). Su 290 aziende imbottigliatrici soltanto 164 avevano inviato, entro l’ottobre dello stesso anno, il certificato di analisi che attestasse la conformità. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-indent:35.4pt"&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt;line-height:115%; color:black"&gt;Altro aspetto da prendere in considerazione è il danno ambientale generato dall’acquisto di acqua in bottiglia. Il Pet è il materiale più diffuso per l’imbottigliamento e provoca inquinamento in fase di produzione, trasporto e smaltimento. Per produrre un kg di Pet, cioè 25 bottiglie da 1,5l, vengono consumati 2kg di petrolio e 17,5l di acqua. Per contenere 37,5 litri d’acqua se ne consumano la metà e si rilasciano circa 2,3 kg di anidride carbonica. In fase di trasporto rileviamo che un camion, in perfetta efficienza, consuma un litro di gasolio ogni 4 km; con una percorrenza&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;media di 1000 km, il consumo di gasolio ammonta a 250 litri, cioè 25 cm cubi di gasolio per bottiglia. Il consumo giornaliero pro-capite di 1 litro di acqua in bottiglia comporta un consumo di 5 litri di gasolio all’anno (ai quali vanno aggiunti i consumi di petrolio in produzione e la benzina degli acquirenti). Una famiglia di 4 persone spende ogni anno da 320 a 720 euro e fa bruciare almeno 32 litri di combustibili fossili per ottenere qualcosa che già possiede e sgorga dai rubinetti di casa. In fase di smaltimento si rileva che solo 1/3 delle bottiglie di plastica è stato raccolto in maniera differenziata e riciclata [www.eco-progetti.com].&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-indent:35.4pt"&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt;line-height:115%; color:black"&gt;L’acqua del rubinetto è a chilometro zero, evita l’inquinamento atmosferico e si traduce in un rilevante risparmio per le famiglie. Inoltre subisce un duplice controllo, quello del gestore del servizio idrico integrato e quello delle Asl: a seguito del Decreto Legislativo 31 del 2001 le acque devono rispettare una quarantina di parametri chimici e microbiologici. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-indent:35.4pt"&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt;line-height:115%; color:black"&gt;Ma come fare nei ristoranti? Alcuni ristoratori, davanti alle richieste dei clienti di ordinare acqua in brocca, sostengono&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;che esista un divieto di servire liquidi non imbottigliati o non sigillati. Ma non esiste alcuna legge che impone ciò, nessun esercizio può rifiutare l’acqua del rubinetto. Il rifiuto di servirla in brocca per ragioni di salubrità delle acque che escono dai rubinetti del ristorante dovrebbe farci chiedere al ristoratore quale acqua utilizza per cucinare, lavare e pulire i cibi (La rivista Altreconomia ha promosso la campagna “Imbrocchiamola” per sensibilizzare bar e ristoranti a servire anche acqua del rubinetto, chiedendo ai lettori di segnalare i locali che davano la possibilità di ottenere acqua in brocca [www.imbrocchiamola.org]).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-indent:35.4pt"&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt;line-height:115%; color:black"&gt;Pensate ancora che l’acqua in bottiglia sia migliore di quella del rubinetto? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt; color:black"&gt;Noi, per ovvi motivi, preferiamo bere “&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;l’acqua&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;del sindaco”&lt;/b&gt; dalla &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;brocca&lt;/b&gt; e pretendiamo anche che sia &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;pubblica&lt;/b&gt;. Siamo convinti che votare “Sì” ai referendum il 12 giugno sia di fondamentale importanza per la difesa del bene più prezioso che abbiamo. In vista della Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo invitiamo tutti ad evitare l’acquisto delle inutili e dannose bottiglie, iniziando a bere esclusivamente l’ottima acqua che sgorga dai rubinetti delle nostre case.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt; color:black"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 13px; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt; color:black"&gt;&lt;b&gt;fonti:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt; color:black"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; "&gt;&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.altreconomia.it/"&gt;&lt;b&gt;www.altreconomia.it&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt; color:black"&gt;&lt;b&gt;&lt;span&gt;&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.imbrocchiamola.org/"&gt;www.imbrocchiamola.org&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt; color:black"&gt;&lt;b&gt;&lt;span&gt;&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.acquabenecomune.it/"&gt;www.acquabenecomune.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt; color:black"&gt;&lt;b&gt;&lt;span&gt;&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.referendumacqua.it/"&gt;www.referendumacqua.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt; color:black"&gt;&lt;b&gt;"L'acqua è una merce", Luca Martinelli. &lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.altreconomia.it/site/ec_articolo_dettaglio.php?intId=103"&gt;http://www.altreconomia.it/site/ec_articolo_dettaglio.php?intId=103&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt; color:black"&gt;&lt;b&gt;&lt;span&gt;"Il far west sui canoni di concessione", &lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.legambiente.it/"&gt;www.legambiente.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt; color:black"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt; color:black"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 15px; "&gt;Di Massimo Lupo&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt;line-height:115%;color:black"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt;line-height:115%;color:black"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318900763782532789-7306208522621929380?l=mdfcampobasso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/feeds/7306208522621929380/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/2011/03/acqua-pubblica-in-brocca.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318900763782532789/posts/default/7306208522621929380'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318900763782532789/posts/default/7306208522621929380'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/2011/03/acqua-pubblica-in-brocca.html' title='Acqua pubblica in brocca!'/><author><name>decrescita felice campobasso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09734153733310853598</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_tDu5IiTBrY0/SsPrWlcQMlI/AAAAAAAAACA/3jxGyxWhewE/S220/logofacebook+copia.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318900763782532789.post-6292151541898575064</id><published>2011-02-25T19:09:00.001+01:00</published><updated>2011-02-25T19:09:54.973+01:00</updated><title type='text'>La società della decrescita felice</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; "&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Chi crede che una crescita esponenziale possa continuare indefinitamente in un mondo finito è un folle, o un economista", così la pensava l'economista statunitense Kennet Boulding. Quella che può apparire una riflessione logica e del tutto inopinabile, sembra non essere la linea di pensiero che ha caratterizzato lo sviluppo economico appartenente alla società della crescita. Il concetto di sviluppo, che nella sua evoluzione storica ha prodotto diversi modelli ideali, è stato sempre in stretto rapporto con il fattore economico. Si è realizzata una visione mitica del concetto, in grado di soddisfare i desideri e le aspirazioni di tutti, un processo che permette agli esseri umani di sviluppare la propria personalità. È sotto gli occhi di tutti che lo sviluppo di cui si parla non si è mai realizzato in nessun paese, anzi in molti casi ha contribuito ad ampliare la forbice esistente tra i Paesi del Nord e i Paesi del Sud, facendo si che i primi pianificassero progetti di aiuto allo sviluppo che rispondevano a logiche vagamente umanitarie, con il fine ultimo di alleggerire le problematiche economiche derivanti da crisi monetarie ed energetiche degli stessi Paesi Sviluppati. Lo sviluppo realmente esistente può essere definito come un processo che porta a mercificare i rapporti tra gli uomini e tra gli uomini e la natura. La fortuna di questo concetto è dovuta alla sua applicazione nel secondo dopoguerra e all'impetuoso progresso del diciannovesimo secolo. Lo sviluppo non si è mai sganciato dalla (errata) convinzione che il benessere di un Paese passa dalla crescita del suo Prodotto Interno Lordo. Sotto questo aspetto si da per scontato che un innalzamento di questo indicatore corrisponda ad un miglioramento delle condizioni di vita. Questa ricerca di miglioramento ha assunto anche un valore etico; accumulare il più possibile rappresenta una vera morale oggettiva: "lavora sempre più intensamente, produci sempre di più, consuma in definitivamente e tuttavia risparmia e investi senza limiti!". La società della crescita ha legato il suo destino ad una organizzazione fondata sull'accumulazione illimitata e non appena vi sarà un rallentamento avremo una crisi. Per sopravvivere il sistema ha bisogno di alcuni ingredienti come la pubblicità e l'obsolescenza dei prodotti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il primo elemento costituisce il secondo bilancio mondiale dopo gli armamenti, mentre il secondo elemento rappresenta l'arma cruciale del consumismo: tempi di vita degli oggetti più brevi e costi di riparazione eccessivi. Tutto questo contribuisce ad intasare le discariche con montagne di frigoriferi, lavastoviglie e altri elettrodomestici. L'impatto sull'ambiente risulta essere devastante, infatti vengono bruciate in pochi decenni risorse che il pianeta ha prodotto in milioni di anni. Oltre alle catastrofi naturali e ai cambiamenti climatici, presto ci troveremo di fronte alle guerre per il petrolio e ancora più importanti saranno quelle per l'acqua. A causare tutto questo sono gli stili di vita fondati sulla crescita illimitata che portano gli individui ad essere definiti tossicodipendenti della crescita. In questa situazione ciò che risulta necessario per risolvere i problemi è un cambio di rotta. Questa sterzata deve essere netta e può essere realizzata soltanto dalla società della decrescita. Innanzitutto bisogna abbandonare la concezione della crescita illimitata; altrettanto importante è il cambiamento degli stili di vita degli individui. Realizzare la decrescita felice è una necessità per salvare le nostre vite. Ma cos'è la decrescita felice? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bisogna chiarire il fatto che essa non rappresenta lo sviluppo sostenibile decantato da tutti. Infatti questo è venuto fuori nell'ambito del vertice di Rio de Janeiro nel 1992 ed è una trovata concettuale che cerca di cambiare i termini senza cambiare in concreto le cose. Il "sostenibile" è talmente alla moda che lo si trova dappertutto: sostenibilità sociale, sostenibilità finanziaria, impieghi sostenibili, città sostenibili, management sostenibile, organizzazione sostenibile, consumo sostenibile, democrazia sostenibile. L'applicazione superficiale della sostenibilità permette di salvare e continuare a diffondere il modello attuale di sviluppo la più grande arma di distruzione di massa pensata dal genere umano, come dimostra la catastrofe ecologica e sociale; in pratica si affrontano gli effetti senza mai considerare le cause. La decrescita felice è una vera e propria rivoluzione culturale. È un concetto multidimensionale che si fonda sull'idea di ridurre volontariamente la produzione di alcuni tipi di merci che non sono necessari oppure sono dannosi; ovvero che non sono dei beni. "La decrescita intende semplicemente ribaltare gli stili di vita e ripristinare l'uso razionale del cervello umano e l'uso razionale dell'energia. Si intende riscoprire il piacere del vivere sociale in maniera non più egoistica ma altruistica. Riscoprire il piacere dei cibi autoprodotti, della vita conviviale, dello stare insieme per affrontare i problemi della comunità locale avendo un approccio olistico e pragmatico dei temi affrontati. Decrescita significa riappropriarsi dei beni comuni e tutelarli. Significa bere acqua del rubinetto ma sicura, significa affidare la gestione della stessa a società realmente pubbliche fatte anche dai cittadini e non da una corporation SpA. Per tutti questi motivi la decrescita felice non è collocabile fra gli schieramenti politici attuali, siano essi di destra o di sinistra, per la banale ragione che i diritti non sono di una parte politica, ma di tutti. Mangiare cibi sani e di qualità, bere acqua pubblica e pulita, usare l'energia razionalmente, tutto questo ed altro sono pure scelte di buon senso, sono il frutto di azioni politiche che non hanno una bandiera politica." Può sembrare una strada irrealizzabile o possibile solamente nelle nostre menti, ma non è così. Ci sono infatti diverse comunità in tutta Italia che già applicano i principi delle 8 R, ovvero una strategia pratica per poter realizzare la decrescita attraverso 8 parole chiave (rivalutare, riconcettualizzare, ristrutturare, ridistribuire, rilocalizzare, ridurre, riutilizzare e riciclare), teorizzati da Serge Latouche. La grande trasformazione per costruire la società della decrescita può essere rappresentata come l'articolazione di questi otto ambiziosi cambiamenti iterdipendenti che si rafforzano in maniera reciproca. Le azioni della decrescita come il risparmio energetico non vogliono farci tornare indietro nel tempo, ma sono ottenibili solamente attraverso lo sviluppo di tecnologie avanzate in grado di poter consumare, e quindi disperdere, meno energia. Ad esempio un edificio che ha bisogno di una minore quantità di energia contribuisce a ridurre il prodotto interno lordo. Tutte le innovazioni tecnologiche che riducono l'impronta ecologica, ovvero la quantità di superficie terrestre necessaria a ogni individuo per ricavare le risorse di cui ha bisogno, consentendo al contempo la loro rigenerazione, comportano una decrescita economica che contribuisce a migliorare la qualità degli ambienti e la vita degli esseri umani. Queste come le altre numerose azioni di buon senso saranno oggetto della nostra rubrica al fine di diffondere anche nella nostra regione miglioramenti della qualità della vita ottenibili solamente attraverso una diminuzione del pil; una decrescita felice. In una situazione del genere sarebbe molto utile riscoprire la saggezza della lumaca. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come ci insegna Ivan Illich, &lt;i&gt;la lumaca costruisce la delicata architettura del suo guscio aggiungendo una dopo l'altra delle spire sempre più larghe, poi smette bruscamente e comincia a creare delle circonvoluzioni stavolta decrescenti. Una sola spira più larga darebbe al guscio una dimensione sedici volte più grande. Invece di contribuire al benessere dell'animale, lo graverebbe di un peso eccessivo. &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;i&gt;A quel punto, qualsiasi aumento della sua produttività servirebbe unicamente a rimediare alle difficoltà create da una dimensione del guscio superiore ai limiti fissati dalla sua finalità. Superato il punto limite dell'ingrandimento delle spire, i problemi della crescita eccessiva si moltiplicano in progressione geometrica, mentre la capacità biologica della lumaca può seguire soltanto, nel migliore dei casi, una progressione aritmetica."&lt;/i&gt; Questo divorzio della lumaca dalla ragione geometrica ci mostra la via per pensare una società della decrescita, felice e conviviale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonti: S. Latouche, «Giustizia senza limiti. La sfida dell'etica in una economia mondializzata», 2003&lt;br /&gt;J.P. Besset, «La scelta difficile. Come salvarsi dal progresso senza essere reazionari», 2007.&lt;br /&gt;M. Pallante, «La decrescita felice», 2005.&lt;br /&gt;M. Pallante, «Che cos'è la decrescita».&lt;br /&gt;P. Carpentieri, «Cos'è la decrescita». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I. Illich, «Le Genre vernaculaire», 2005&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318900763782532789-6292151541898575064?l=mdfcampobasso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/feeds/6292151541898575064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/2011/02/la-societa-della-decrescita-felice.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318900763782532789/posts/default/6292151541898575064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318900763782532789/posts/default/6292151541898575064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/2011/02/la-societa-della-decrescita-felice.html' title='La società della decrescita felice'/><author><name>decrescita felice campobasso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09734153733310853598</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_tDu5IiTBrY0/SsPrWlcQMlI/AAAAAAAAACA/3jxGyxWhewE/S220/logofacebook+copia.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318900763782532789.post-6256445920642658876</id><published>2010-05-25T16:37:00.001+02:00</published><updated>2010-05-25T16:37:42.421+02:00</updated><title type='text'>Superate le 500mila firme, la raccolta continua</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: 14px; color: rgb(0, 51, 103); line-height: 18px; "&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span&gt;516.615 firme raccolte in 25 giorni di banchetti e iniziative in tutta Italia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span&gt;Un risultato incredibile anche per noi, raggiunto in poco più di tre settimane grazie all'impegno e all'entusiasmo di migliaia di cittadine e cittadini dell'acqua pubblica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span&gt;Dall'estremo Nord alle isole, la raccolta di firme racconta un'Italia della partecipazione, di migliaia di territori attenti e attivi sui beni comuni (vedere la mappa dei banchetti di raccolta firme su&lt;a href="http://www.acquabenecomune.org/" target="_blank" style="color: rgb(204, 0, 0); "&gt;www.acquabenecomune.org&lt;/a&gt;).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span&gt;E la raccolta firme non si ferma, ma rilancia. L'obiettivo che il Comitato Promotore si era posto (700mila firme) è ormai in vista e può essere superato. Da qui a luglio lanceremo eventi, feste, spettacoli per coinvolgere sempre più italiani in questa civile lotta di democrazia per togliere le mani degli speculatori dall'acqua riconsegnandola ai cittadini e ai Comuni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span&gt;Per questo fine settimana il Comitato Promotore lancia il “Giro d'Italia delle firme per l'acqua”; quale località, Comune, comitato cittadino sarà la maglia rosa della raccolta di firme di questa settimana?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span&gt;Il Comitato Promotore ringrazia tutti quelli che si stanno impegnando per la riuscita dell'iniziativa referendaria, i media locali, le radio e i siti internet che stanno dando un esempio di attenzione e partecipazione che fa ben sperare anche per la libertà d'informazione nel paese.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span&gt;Più firme raccoglieremo, più forte sarà la spinta verso il Referendum e il risveglio civile dei territori. Perché si scrive acqua, si legge democrazia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318900763782532789-6256445920642658876?l=mdfcampobasso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/feeds/6256445920642658876/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/2010/05/superate-le-500mila-firme-la-raccolta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318900763782532789/posts/default/6256445920642658876'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318900763782532789/posts/default/6256445920642658876'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/2010/05/superate-le-500mila-firme-la-raccolta.html' title='Superate le 500mila firme, la raccolta continua'/><author><name>decrescita felice campobasso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09734153733310853598</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_tDu5IiTBrY0/SsPrWlcQMlI/AAAAAAAAACA/3jxGyxWhewE/S220/logofacebook+copia.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318900763782532789.post-4466620161420179719</id><published>2010-04-23T14:42:00.000+02:00</published><updated>2010-04-23T14:43:20.386+02:00</updated><title type='text'>Breve guida alla questione Acqua</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt; text-align:center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Christian Grassi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt; text-align:center"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'Times New Roman', serif;font-size:7;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 27px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt; text-align:center"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt; text-align:center"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:IT"&gt;Risposte alle principali domande sui referendum e il problema dell’acqua pubblica&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:16.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:IT"&gt;I temi trattati&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:0cm; margin-left:36.0pt;margin-bottom:.0001pt;text-indent:-18.0pt;mso-list:l0 level1 lfo1; tab-stops:list 36.0pt"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;span style="font-size:16.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language: IT"&gt;&lt;span style="mso-list:Ignore"&gt;1)&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:16.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;il culmine della questione: il Decreto Ronchi del 2009&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:0cm; margin-left:36.0pt;margin-bottom:.0001pt;text-indent:-18.0pt;mso-list:l0 level1 lfo1; tab-stops:list 36.0pt"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;span style="font-size:16.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language: IT"&gt;&lt;span style="mso-list:Ignore"&gt;2)&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:16.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;domande e luoghi comuni in tema di acqua pubblica o privata&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:0cm; margin-left:36.0pt;margin-bottom:.0001pt;text-indent:-18.0pt;mso-list:l0 level1 lfo1; tab-stops:list 36.0pt"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;span style="font-size:16.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language: IT"&gt;&lt;span style="mso-list:Ignore"&gt;3)&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:16.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:0cm; margin-left:36.0pt;margin-bottom:.0001pt;text-indent:-18.0pt;mso-list:l0 level1 lfo1; tab-stops:list 36.0pt"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;span style="font-size:16.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language: IT"&gt;&lt;span style="mso-list:Ignore"&gt;4)&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:16.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;i quesiti referendari del Forum&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:0cm; margin-left:36.0pt;margin-bottom:.0001pt;text-indent:-18.0pt;mso-list:l0 level1 lfo1; tab-stops:list 36.0pt"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;span style="font-size:16.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language: IT"&gt;&lt;span style="mso-list:Ignore"&gt;5)&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:16.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;i quesiti IdV&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:0cm; margin-left:36.0pt;margin-bottom:.0001pt;text-indent:-18.0pt;mso-list:l0 level1 lfo1; tab-stops:list 36.0pt"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;span style="font-size:16.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language: IT"&gt;&lt;span style="mso-list:Ignore"&gt;6)&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:16.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;cosa succede dopo i referendum&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:0cm; margin-left:36.0pt;margin-bottom:.0001pt;text-indent:-18.0pt;mso-list:l0 level1 lfo1; tab-stops:list 36.0pt"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;span style="font-size:16.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language: IT"&gt;&lt;span style="mso-list:Ignore"&gt;7)&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:16.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;la legge di iniziativa popolare del 2007 per la ripubblicizzazione dell’acqua&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;1) Cosa succede con il Decreto Ronchi del 2009?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Con il decreto Ronchi del 2009 tutti i servizi pubblici locali come l’acqua vengono definitivamente ceduti al mercato e sottoposti alle regole del profitto, espropriando i cittadini di quei beni comuni faticosamente realizzati negli anni con i soldi delle tasse.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Noi abbiamo pagato gli acquedotti e qualche privato ne godrà i profitti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;È l’atto conclusivo di un processo che ha avuto per protagonisti governi di ogni colore, sia su scala nazionale sia locale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;La nuova legislazione, imponendo la cessione forzata della gestione del patrimonio pubblico e l’ingresso sostanzialmente obbligatorio dei privati nella gestione dei servizi, renderà obbligatoria la privatizzazione dell’acqua.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;2) I luoghi comuni e i sostenitori del Decreto Ronchi dicono:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:IT"&gt;a) che non si tratta di una privatizzazione ma di una liberalizzazione;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Si parla di privatizzazione e non di liberalizzazione poiché il servizio idrico, per definizione, è un monopolio naturale. Non può infatti esistere una competizione fra più fornitori in concorrenza poiché vi è un solo acquedotto. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Non una liberalizzazione con tanti gestori in concorrenza ma una privatizzazione con un solo monopolista privato. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Da monopolio pubblico a servizio della collettività a monopolio privato per l’interesse di pochi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Ma a questo punto, se di monopolio si tratta, è ovvio che il servizio debba rimanere pubblico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:IT"&gt;b) che comunque l’acqua e le infrastrutture rimangono pubbliche mentre è la sola gestione del servizio a non esserlo più;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Se è vero che l’acqua e le infrastrutture, restano del demanio da un punto di vista formale (si parla appunto di “proprietà formale”), all’atto pratico la “proprietà reale” è di colui che gestisce direttamente il bene, che eroga il servizio e che ne incassa gli utili per gli anni a venire.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;La proprietà reale si concretizza anche a causa della mancanza di trasparenza nei rapporti pubblico-privato, la debolezza dei controlli e l’impossibilità dell’ente pubblico di incidere sulla governance della società private. Il controllo pubblico è infatti limitato o nullo quando ci si trova dinanzi a forme giuridiche di diritto privato regolate dal diritto societario.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Conta poco affermare che l’acqua è pubblica quando di fatto, per sempre, ogni relazione che avremo, rapporto economico, reclamo, disservizio, saranno una questione privata regolata da un contratto di servizio fra il cittadino ed una società quotata in borsa, probabilmente neppure italiana. Non potremo più decidere, né cambiare fornitore né lamentarci in Comune o fare valere il nostro voto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Un bene è pubblico solo se è gestito da un soggetto formalmente e sostanzialmente pubblico, nell’interesse esclusivo della collettività.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:IT"&gt;c) che è l’Unione Europea che ce lo impone;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;L’Unione Europea non ci impone assolutamente nulla. Essa stabilisce infatti che i servizi essenziali privi di rilevanza economica, identificati dai singoli Stati, possono essere sottratti al mercato. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Spetta ai singoli Stati definire quali sono i servizi essenziali privi di rilevanza economica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Tradotto: è l’Italia stessa che si è imposta la privatizzazione dell’acqua.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;A riprova che l’Unione europea non impone nulla, il fatto che nel 2010 Parigi, dopo 25 anni di gestione privata, è tornata alla gestione pubblica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:IT"&gt;d) che l’ingresso dei privati migliorerà la gestione e i servizi ed aumenteranno gli investimenti;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;in Italia (ma anche all’estero), l’ingresso dei privati ha generalmente portato ad un notevole aumento delle tariffe (anche del 400%), ma senza un miglioramento del servizio che anzi, spesso è peggiorato, ma soprattutto ad un netta riduzione degli investimenti di ripristino e modernizzazione delle infrastrutture. Da 3 miliardi a 700 mila euro. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:IT"&gt;Le diverse esperienze privatistiche di gestione dell’acqua hanno quindi dimostrato come le finalità delle spa siano incompatibili con la gestione dei beni comuni. Il conseguimento del profitto si basa infatti sulla contrazione dei costi, sull’aumento dei ricavi, e sull’imputazione degli eventuali investimenti a carico della tariffa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:IT"&gt;Ciò può significare che alla scadenza delle concessione, le SpA avranno tratto ingenti profitti senza avere investito adeguatamente sulle reti e a noi cittadini saranno restituiti degli acquedotti fatiscenti da riparare con le nostre tasse.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:IT"&gt;e) che la gestione pubblica è sprecona ed inefficiente, caratterizzata dal clientelismo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:IT"&gt;Se è verosimile che in molti casi la gestione pubblica dell’acqua è inefficiente e sprecona, la soluzione non è regalare ad un privato ciò che è di tutti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:IT"&gt;A partire dal presupposto che una gestione pubblica è per definizione orientata all’interesse della collettività mentre una gestione privata deve fare gli interessi dei soci azionisti, ciò che dobbiamo pretendere sono degli strumenti atti a migliorare l’opera degli enti di diritto pubblico e la riduzione degli sprechi. E questo lo possiamo fare ad esempio tramite la leva elettorale, ma solo a condizione che la gestione resti in mano pubblica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;La questione è chi e come avviene la gestione ma soprattutto con quali fini.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Una spa ha l’obbligo di chiudere il bilancio in attivo, deve guadagnare. L’ente pubblico punta invece al pareggio e on ha fini di lucro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Il privato quando investe del capitale deve farlo rientrare nel più breve tempo possibile e soprattutto lo deve fare fruttare. L’ente non ha il problema di fare fruttare il capitale ne di farlo rientrare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;tab-stops:7.1pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Gli investimenti delle spa sono caricati sulla tariffa mentre l’ente preleva dalla fiscalità generale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;3) Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Il Forum si è ufficialmente costituito nel 2006 (ma era già attivo in forma non organica) ad opera di innumerevoli movimenti, reti associative e sindacali, nazionali e territoriali. Tutti questi soggetti hanno condiviso la necessità di cambiare radicalmente il quadro normativo esistente attraverso una proposta di legge d'iniziativa popolare portata in parlamento nel 2007 e sottoscritta da più di 400000 persone.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;In seguito al peggioramento del quadro normativo in materia di acqua, il Forum si è attivato per avviare una campagna referendaria atta a ripubblicizzarla.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Poiché si tratta di un movimento apartitico di cittadini ed associazioni, hanno aderito all’iniziativa referendaria le realtà più diverse e rappresentativa di una larga fetta della società italiana, dalle associazioni ambientaliste a quelle cattoliche e della sinistra, sindacati, associazioni di categoria, chiese, comitati ed Enti Locali, enti no profit ed associazioni umanitarie, testate giornalistiche e gruppi di acquisto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;I partiti, poiché non facenti parte della società civile hanno potuto aderire al comitato di sostegno ma non al comitato promotore dei referendum. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;L’IdV, è stato l’unico partito che pur manifestando interesse per il tema ha scelto di non aderire promuovendo dei propri referendum.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;4) Cosa chiedono i 3 referendum?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Referendum 1: abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;ovvero, fermare la privatizzazione dell’acqua. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Propone di abrogare la normativa che stabilisce che entro il 2011 la gestione del servizio idrico debba essere obbligatoriamente affidata: o a soggetti privati attraverso gara o a società a capitale misto (pubblico-privato), all’interno delle quali il privato detenga almeno il 40% e la gestione diretta del servizio idrico (art. 5 legge Ronchi). Il pubblico, per statuto, resta vincolato alle scelte del privato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;La norma da abrogare impone inoltre che per le società miste collocate in Borsa, l’Ente Pubblico non possa detenere la maggioranza delle quote ma anzi, debba scendere al 30%.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Referendum 2: abrogazione dell’art. 150 (quattro commi) del D. Lgs. n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), relativo ala scelta della forma di gestione e procedure di affidamento, segnatamente al servizio idrico integrato&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;ovvero, aprire la strada della ripubblicizzazione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Propone di abrogare l’articolo di legge che definisce come uniche modalità di affidamento del servizio idrico la gara o la gestione attraverso Società per Azioni, escludendo la gestione diretta ad opera degli Enti di Diritto Pubblico (salvo casi eccezionali).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;L’abrogazione di questo articolo consentirebbe l’affidamento della gestione del servizio idrico anche agli Enti di Diritto Pubblico, favorendo di fatto la ripubblicizzazione con la partecipazione diretta dei cittadini e delle comunità locali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Referendum 3: abrogazione dell’’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;ovvero eliminare i profitti dal bene comune acqua. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Si tratta di abrogare la parte di normativa che concede ai gestori del servizio idrico un profitto garantito. La legge prevede infatti che i gestori addizionino almeno un 7% all’importo delle bollette quale remunerazione del capitale investito. Ossia, qualsiasi cosa faccia il gestore, questi ha la garanzia di un incasso certo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;I cittadini da una parte vengono privati del bene comune acqua e dall’altra sono obbligati, con uma maggiorazione della bolletta, a garantire un profitto ai privati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Abrogando questa norma tariffaria, verrebbe meno uno dei fattori di richiamo delle società private, ossia la garanzia di un introito certo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;5) I quesiti dell’Italia dei Valori (IdV)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Contrariamente ai quesiti del Forum, che hanno saputo aggregare un’ampia rappresentanza della società, il partito dell’IdV corre da solo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;In merito ai quesiti referendari presentati da Di Pietro, sull' art. 15 del d.l. n. 135, in caso di esito positivo rimarrebbero sostanzialmente in piedi i modelli già esistenti. Invece i quesiti formulati dal Forum dei movimenti per l'acqua hanno come obiettivo dichiarato, di scardinare questi modelli che, seppur con tonalità differenti, orbitano, nella dimensione privatistica. Si tratta pertanto di un quesito che non coglie lo spirito di fondo dei referendum presentati dal forum, riportandosi piuttosto alle norme e ai modelli che hanno avviato la privatizzazione nel nostro paese (riassunto tratto da Alberto Lucarelli, il Manifesto).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Non solo. In caso di esito positivo, l’impianto normativo che resterebbe in vigore andrebbe contro le leggi che i governi Prodi prima e Berlusconi poi hanno dovuto approvare anche a causa delle SpA e Srl a capitale interamente pubblico (in house) o misto, avevano violato e stanno violando il Trattato Europeo sui principi di libertà di insediamento stabilimento e concorrenza. Le sentenze della Corte di giustizia Europea, a partire dal 2005, si sono pronunciate contro le SpA e le Srl a capitale interamente pubblico o misto che in Italia stavano gestendo servizi pubblici locali con affidamenti senza gara pubblica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Per i non addetti, queste SpA e Srl, facendo, per il codice civile Italiano, attività di impresa e commercio, stanno esercitando, concorrenza sleale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;In altre parole, i referendum IdV finiscono con il promuovere una vera e propria sfida anche al Trattato Europeo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;(riassunto tratto da Luigi Meconi, hyperlink 13/04/2010).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;6) Cosa succederà se passano i 3 quesiti referendari?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Qualora dovessero passare i 3 quesiti referendari del Forum non si tornerà alle leggi preesistenti ma di fatto si creerà un vuoto normativo che dovrà essere colmato con l’emanazione di nuove leggi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Ma poiché già dal 2007 giace una proposta di legge di iniziativa popolare a favore dell’acqua pubblica sottoscritta da 400.000 persone, sarà giocoforza e c’è la speranza che il parlamento lavori attorno a questo testo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;7) Cosa propone la legge di iniziativa popolare del 2007?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;La legge, definisce i “principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e del servizio idrico”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;In particolare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;- detta i principi con cui deve essere utilizzato, gestito e governato il patrimonio idrico nazionale prefiggendosi l’obiettivo di un governo pubblico e partecipativo del ciclo integrato dell’acqua, in grado di garantirne un uso sostenibile, preservativo e solidale anche a garanzia delle future generazioni&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;Riguarda sia le acque di superficie che quelle sotterranee regolamentandone l’uso civile, agricolo e industriale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;- definisce che il servizio idrico è da considerarsi servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e la sua gestione è sottratta al principio della libera concorrenza ed è realizzata senza fini di lucro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;- stabilisce che cessino tutte le forme di gestione del servizio idrico affidate a terzi mentre quelle &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;affidate a società a capitale misto pubblico-privato si trasformino in società a capitale interamente pubblico per poi divenire enti di diritto pubblico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;- determina che il servizio idrico integrato sia finanziato dalla fiscalità generale, specifica e dalla tariffa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;- stabilisce che l’erogazione giornaliera pari a 50 litri di acqua per persona sia considerata un diritto umano e quantitativo minimo vitale garantito e gratuito che non può essere sospeso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;- determina che la copertura finanziaria, per quanto attiene alla fiscalità generale, sia garantita attraverso il prelievo di risorse dalle spese militari, l’IVA derivante dalla vendita delle acque minerali, gli introiti delle sanzioni per danni ambientali, il prelievo fiscale sulla produzione e l’uso di sostanze chimiche inquinanti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318900763782532789-4466620161420179719?l=mdfcampobasso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/feeds/4466620161420179719/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/2010/04/breve-guida-alla-questione-acqua.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318900763782532789/posts/default/4466620161420179719'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318900763782532789/posts/default/4466620161420179719'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/2010/04/breve-guida-alla-questione-acqua.html' title='Breve guida alla questione Acqua'/><author><name>decrescita felice campobasso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09734153733310853598</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_tDu5IiTBrY0/SsPrWlcQMlI/AAAAAAAAACA/3jxGyxWhewE/S220/logofacebook+copia.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318900763782532789.post-6040770936834079758</id><published>2010-03-10T23:34:00.003+01:00</published><updated>2010-03-10T23:43:10.046+01:00</updated><title type='text'>COMITATO ACQUA PUBBLICA MOLISE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tDu5IiTBrY0/S5gfUN4HbKI/AAAAAAAAAFY/o9etC2pLzzk/s1600-h/acqua2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 310px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tDu5IiTBrY0/S5gfUN4HbKI/AAAAAAAAAFY/o9etC2pLzzk/s320/acqua2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5447138181487488162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tDu5IiTBrY0/S5gfFecqfYI/AAAAAAAAAFQ/xVJuqw-1NdA/s1600-h/IMAGE.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E' stato costituito il COMITATO ACQUA PUBBLICA MOLISE, a breve riceverete ulteriori informazioni sulle iniziative. Intanto vi invitiamo ad aggiungere il contatto del comitato su Facebook e a lasciare la vostra mail a noi o all'indirizzo comitatoacquapubblicamolise@gmail.com.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Di seguito pubblichiamo il documento di adesione del MDF al comitato per campagna referendaria per l’acqua pubblica.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Movimento per la Decrescita Felice&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Coordinamento Nazionale per l’Acqua&lt;/div&gt;&lt;div&gt;06-03-2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Premesse&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Con l’approvazione del decreto Ronchi, il 18 novembre 2009 la camera dei deputati portava a compimento un processo in atto ormai da diversi anni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un percorso che si è acuito all’inizio di questo nuovo millennio quando il pensiero economico prevalente è riuscito a privare l’acqua del suo status di “bene comune” qualificandola come una “merce” alla quale si ha diritto solo dietro pagamento di un prezzo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Attraverso l’art. 15 L. 166/09 si estromette definitivamente il pubblico e la collettività dalla gestione della rete idrica, regalando il controllo dell’acqua ai gruppi di potere economico e alle multinazionali.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;MDF si riconosce nel principio per il quale le risorse idriche devono essere considerate un “patrimonio  appartenente a tutte le comunità dei viventi”, un “bene comune” che l’umanità deve salvaguardare e proteggere a nome di tutte le creature e per le future generazioni. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La gestione dell’acqua quale principio di democrazia e di partecipazione da parte dei cittadini che comporta la responsabilizzazione individuale e collettiva sugli usi e consumi e sul governo di tali risorse.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poiché, ora più che mai, tali principi sono stati calpestati e messi in pericolo, MDF ha aderito al Comitato Promotore della “campagna referendaria per l’acqua pubblica” promosso dal Forum Nazionale dei Movimenti per l’Acqua (http://www.acquabenecomune.org/).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’organizzazione&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La campagna referendaria si caratterizza per l’assetto che si è inteso dare all’intera organizzazione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Esiste il Comitato Promotore “titolare” dei 3 quesiti referendari composto unicamente da associazioni e non dai partiti. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vi è poi il Comitato di Sostegno costituito unicamente dai partiti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tale scelta è sostenuta dalla volontà di non caratterizzare mai la campagna referendaria nell’ottica dell’opposizione contro il governo. Gli articoli da abrogare non risalgono all’opera di un solo governo e l’acqua è un problema di tutti e in quanto tale sono tutti i cittadini, e non i partiti politici, a promuovere i referendum. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pertanto, in ogni territorio ed in ogni momento, i Comitati non dovranno mai porsi all’attenzione del pubblico con altri obiettivi dichiarati poiché il solo scopo della campagna è di catalizzare quanti più soggetti attorno ad un unico ed univoco messaggio: i referendum a favore dell’acqua pubblica.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_tDu5IiTBrY0/S5gfFecqfYI/AAAAAAAAAFQ/xVJuqw-1NdA/s320/IMAGE.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5447137928237710722" style="float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; cursor: pointer; width: 268px; height: 320px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La campagna referendaria&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si articolerà in tre momenti fondamentali.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;1) Il 20 Marzo 2010, con la Manifestazione nazionale a Roma per “la ripubblicizzazione dell’acqua, per la tutela di beni comuni, biodiversità e clima, per la democrazia partecipativa”, prenderà ufficialmente il via la campagna referendaria.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per lo svolgimento dell’intera campagna il Forum conta di avvalersi del contributo di tutti gli aderenti al Comitato Promotore ed al Comitato di Sostegno che a livello dei singoli territori sono chiamati a costituire i comitati locali i quali a loro volta è bene che si coordino e si aggreghino andando a costituire dei comitati regionali. L’organizzazione dei comitati territoriali dovrà preferibilmente rispecchiare la struttura nazionale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;2) A partire da aprile, per tre mesi sino a luglio, prenderà il via la campagna vera e propria con la  raccolta firme a favore dei tre quesiti referendari (occorrono 650.000 firme comprensive del margine di sicurezza). Precedentemente e durante questa fase i comitati locali e le singole sigle aderenti, avranno il compito di promuovere ed organizzare eventi ed incontri che coinvolgano e sensibilizzino tutta la cittadinanza sul tema dell’acqua.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;3) Terminata la raccolta firme e ad avvenuta ammissione dei tre quesiti referendari, i comitati locali saranno chiamati a proseguire con le campagne di sensibilizzazione e divulgazione in previsione dello svolgimento vero e proprio dei referendum previsto per il 2011.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Indicazioni per i circoli e i simpatizzanti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In conformità con quanto disposto dal Comitato Promotore, MDF può rendersi utile alla causa soprattutto mobilitando a livello locale i singoli circoli e i simpatizzanti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Laddove sono già stati costituiti i comitati locali, l’invito è a mettersi in contatto con questi e a confluirvi collaborando a stretto contatto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se non siete a conoscenza dell’esistenza di un comitato a voi vicino, verificatene l’esistenza al seguente link: http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article=223&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Entro breve dovrebbero essere aggiornati gli elenchi dei referenti dei comitati locali. Al momento sono presenti vari contatti non più validi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Laddove non esistano ancora dei comitati locali l’invito è a costituirne di nuovi fungendo da nucleo di aggregazione di altre realtà associative e partitiche. La tendenza è a costituire comitati a carattere provinciale o comunque rappresentativi di più Comuni, in grado di invitare ed accogliere qualunque realtà, qualsiasi sia l’area politica o culturale di riferimento.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Appena siete nelle condizioni di potervi definire un comitato locale segnalate la vostra esistenza al Forum Nazionale dei Movimenti per l’Acqua usando i contatti che trovate al seguente link. http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article=376&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vi invitiamo inoltre a segnalare alla Segreteria Nazionale MDF le vostre attività.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Manifestazione Nazionale: Roma, sabato 20 marzo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per questo giorno l’invito è a confluire tutti a Roma per quella che vorremmo diventasse la più importante e partecipata manifestazione di tutto il 2010.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Alle ore 14:00 avverrà il concentramento a Piazza della Repubblica. Il corteo terminerà a Piazza Navona.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La CGIL, che sostiene l’iniziativa referendaria, in molte Province si è già attivata mettendo a disposizione le proprie segreterie e la logistica per l’organizzazione dei pullman che convergeranno su Roma.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;I dettagli della giornata e il materiale necessario (file), sono disponibili a questo link:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article7254&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ci vediamo a Roma.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Buon lavoro a tutti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318900763782532789-6040770936834079758?l=mdfcampobasso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/feeds/6040770936834079758/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/2010/03/comitato-acqua-pubblica-molise.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318900763782532789/posts/default/6040770936834079758'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318900763782532789/posts/default/6040770936834079758'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/2010/03/comitato-acqua-pubblica-molise.html' title='COMITATO ACQUA PUBBLICA MOLISE'/><author><name>decrescita felice campobasso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09734153733310853598</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_tDu5IiTBrY0/SsPrWlcQMlI/AAAAAAAAACA/3jxGyxWhewE/S220/logofacebook+copia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tDu5IiTBrY0/S5gfUN4HbKI/AAAAAAAAAFY/o9etC2pLzzk/s72-c/acqua2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318900763782532789.post-7249461475941199920</id><published>2009-11-11T00:26:00.001+01:00</published><updated>2009-11-11T00:27:27.852+01:00</updated><title type='text'>ACQUA PUBBLICA mobilitazione generale - ULTIMI GIORNI PER FARE QUALCOSA!</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;www.decrescitafelice.it&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il Parlamento privatizza l´acqua!&lt;br /&gt;Impediamolo!&lt;br /&gt;E´ urgente e  indispensabile una mobilitazione straordinaria!&lt;br /&gt;Il Senato, il 04 Novembre, ha  approvato l´Art.15 del DL 135/09 che sottrae ai cittadini l´acqua potabile di  rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli  interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati e  per le Banche.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il decreto 135/09 approderà alla Camera dei Deputati a partire da martedì 10  Novembre (in Commissione Affari Costituzionali) e verrà discusso dall´aula  lunedì 16 Novembre.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Forum Italiano dei Movimenti per l´Acqua invita la cittadinanza, il  “popolo dell´acqua”, le realtà sociali e territoriali, le reti ambientaliste e  per la tutela dei beni comuni, le organizzazioni sindacali e il movimento degli  studenti, ad una mobilitazione straordinaria.&lt;br /&gt;Mobilitiamoci per impedire la  conversione in legge del decreto legge 135/09! &lt;span id="more-689"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Partecipiamo tutte e tutti al presidio!&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Giovedì 12 Novembre ore 10.30&lt;br /&gt;Presidio al Parlamento (Piazza Montecitorio)  e in tutti i territori&lt;br /&gt;Ogni realtà declini secondo le proprie esigenze  modalità, tempi e luoghi della mobilitazione&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.acquabenecomune.org/"&gt;http://www.acquabenecomune.org/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;———————-&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’iter del DL 135/09 ha subito un’accelerazione: il provvedimento sarà  discusso a partire da martedì 10 Novembre in Commissione Affari Costituzionali  della Camera dei Deputati e lunedì 16 Novembre è già calendarizzato in aula. Si  prevede la votazione finale martedì 17 o mercoledi 18. Solo se modificato  tornerebbe al Senato per l’esame definitivo.&lt;br /&gt;Comunque tutto l’iter deve  concludersi improrogabilmente entro il 24 Novembre.&lt;br /&gt;Conseguentemente anche le  nostre azioni di contrasto devono adeguarsi a questi tempi strettissimi.&lt;br /&gt;Di  seguito un calendario delle iniziative programmate per i prossimi giorni:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;* martedì 10 Novembre - MAILBOMBING su componenti Commissione Affari  Costituzionali della Camera dei Deputati (info su &lt;a href="http://www.acquabenecomune.org/"&gt;www.acquabenecomune.org&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;* martedì 10 Novembre - consegna ai capigruppo della Camera degli emendamenti  del Forum dei Movimenti per l’Acqua all’Art. 15 DL 135/09&lt;/p&gt; &lt;p&gt;* entro mercoledì 11 Novembre devono essere inviate alla segreteria del Forum  (&lt;a href="mailto:segreteria@acquabenecomune.org"&gt;segreteria@acquabenecomune.org&lt;/a&gt;)  tutte le firme relative all’appello on-line raccolte territorialmente (in  formato digitale, file word o file .pdf), le quali verranno consegnate al  Presidente della Camera G. Fini in occasione del presidio o al massimo lunedì 16  nov.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;* giovedì 12 Novembre, ore 10.30 -13.30 - Presido al Parlamento e in tutti i  territori - Ogni realtà declini secondo le proprie esigenze modalità, tempi e  luoghi della mobilitazione. Ulteriori informazioni su &lt;a href="http://www.acquabenecomune.org/"&gt;www.acquabenecomune.org&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;* giovedì 12 Novembre - MAILBOMBING su tutti i Deputati&lt;/p&gt; &lt;p&gt;* venerdì 13 Novembre - MAILBOMBING su tutti i Deputati&lt;/p&gt; &lt;p&gt;* lunedì 16 Novembre - MAILBOMBING su tutti i Deputati&lt;/p&gt; &lt;p&gt;* martedì 17 Novembre - MAILBOMBING su tutti i Deputati (eventualmente  l’esame del decreto continuasse)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Paolo Carsetti&lt;br /&gt;Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua&lt;/p&gt; &lt;p&gt;———————-&lt;/p&gt; &lt;p&gt;10 Novembre mailbombing su componenti Commissione Affari Costituzionali della  Camera dei Deputati&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Senato, il 04 Novembre, ha approvato l´Art.15 del DL 135/09.&lt;br /&gt;Tale  provvedimento approderà alla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei  Deputati il 10 Novembre.&lt;br /&gt;Se convertito in legge, il DL 135/09, sottrarrà ai  cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l´acqua potabile di  rubinetto.&lt;br /&gt;Noi pensiamo che sia un epilogo da scongiurare, sia per un  concetto inviolabile che annovera l´acqua come un diritto universale e non come  merce, ma anche per le ripercussioni disastrose che una privatizzazione potrebbe  generare sui cittadini in funzione della crescita delle tariffe.&lt;br /&gt;Pertanto,  alla luce di quanto sopra, della conclusione dell´esame presso il Senato e in  previsione della discussione di tale provvedimento alla Camera dei Deputati  (inizio previsto per il 16 Novembre) è necessario attuare un mailbombing sui  componenti della Commissione, al fine di mettere un po´ di pressione richiedendo  che le nostre richieste siano sostenute nel dibattito.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Affinchè il mailbombing sortisca effetto, è importante che l´invio delle mail  sia realizzato contemporaneamente dal maggior numero di persone possibili,  concentriamoci tutti sulla giornata di martedì 10 Novembre&lt;br /&gt;Seguite sul sito  &lt;a href="http://www.acquabenecomune.org/"&gt;www.acquabenecomune.org&lt;/a&gt; tutte le  iniziative che metterà in campo il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Oppure contattare:&lt;br /&gt;Paolo Carsetti&lt;br /&gt;Segreteria Forum Italiano dei  Movimenti per l’Acqua Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma Tel./Fax. 06/68136225  Lun.-Ven. 15:00-19:00&lt;br /&gt;e-mail: &lt;a href="mailto:segreteria@acquabenecomune.org"&gt;segreteria@acquabenecomune.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sito  web: &lt;a href="http://www.acquabenecomune.org/"&gt;www.acquabenecomune.org&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;FIRMA L’APPELLO&lt;br /&gt;CAMPAGNA NAZIONALE “SALVA L’ACQUA”&lt;br /&gt;IL GOVERNO  PRIVATIZZA L´ ACQUA !&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.petizionionline.it/petizione/campagna-nazionale-salva-lacqua-il-governo-privatizza-l-acqua-/133"&gt;http://www.petizionionline.it/petizione/campagna-nazionale-salva-lacqua-il-governo-privatizza-l-acqua-/133&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;FATE GIRARE QUESTO MESSAGGIO!!!&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318900763782532789-7249461475941199920?l=mdfcampobasso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/feeds/7249461475941199920/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/2009/11/acqua-pubblica-mobilitazione-generale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318900763782532789/posts/default/7249461475941199920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318900763782532789/posts/default/7249461475941199920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/2009/11/acqua-pubblica-mobilitazione-generale.html' title='ACQUA PUBBLICA mobilitazione generale - ULTIMI GIORNI PER FARE QUALCOSA!'/><author><name>decrescita felice campobasso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09734153733310853598</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_tDu5IiTBrY0/SsPrWlcQMlI/AAAAAAAAACA/3jxGyxWhewE/S220/logofacebook+copia.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318900763782532789.post-6597052679084235912</id><published>2009-10-25T01:21:00.009+02:00</published><updated>2009-10-27T23:46:28.927+01:00</updated><title type='text'>nucleare!? le ragioni della decrescita felice</title><content type='html'>&lt;a href="http://farm4.static.flickr.com/3523/4050654179_9808b60786_b.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 311px; FLOAT: left; HEIGHT: 484px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://farm4.static.flickr.com/3523/4050654179_9808b60786_b.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm3.static.flickr.com/2435/4038874405_1100e14338_b.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=177037697958&amp;amp;index=1#/event.php?eid=177037697958&amp;amp;index=1"&gt;In occasione della presentazione del circolo territoriale di Campobasso, il Movimento per la Decrescita Felice organizza un convegno sul tema dell'energia nucleare. Verrà esposta la situazione energetica molisana, i rischi dell'energia nucleare e le ragioni che ne determinano la sua inutilità sul territorio regionale e nazionale, come ad esempio la riduzione degli sprechi e le fonti energetiche rinnovabili.&lt;br /&gt;Tra i presenti mons. Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo di Campobasso - Bojano e Maurizio Pallante, presidente Movimento Decrescita Felice. Inoltre interverranno: Giancarlo Terzano, vice presidente Fare Verde; Bruno Mignogna economista in energie alternative; Antonio Federico, Meet up Amici di Beppe Grillo; Massimo Lupo, rappresentante del circolo territoriale della decrescita Felice di Campobasso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono invitati a partecipare tutti i cittadini interessati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;clicca per confermare la tua presenza su facebook &lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318900763782532789-6597052679084235912?l=mdfcampobasso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/feeds/6597052679084235912/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/2009/10/nucleare-le-ragioni-della-decrescita.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318900763782532789/posts/default/6597052679084235912'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318900763782532789/posts/default/6597052679084235912'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/2009/10/nucleare-le-ragioni-della-decrescita.html' title='nucleare!? le ragioni della decrescita felice'/><author><name>decrescita felice campobasso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09734153733310853598</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_tDu5IiTBrY0/SsPrWlcQMlI/AAAAAAAAACA/3jxGyxWhewE/S220/logofacebook+copia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm4.static.flickr.com/3523/4050654179_9808b60786_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318900763782532789.post-3953940390769495205</id><published>2009-10-23T16:46:00.005+02:00</published><updated>2009-10-28T12:19:15.309+01:00</updated><title type='text'>La terza via</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tDu5IiTBrY0/SuHM3y3YZBI/AAAAAAAAAEQ/soFkv7HIqcw/s1600-h/nucleare_no_grazie+copia.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0pt 0pt 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: pointer" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395819087485494290" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_tDu5IiTBrY0/SuHM3y3YZBI/AAAAAAAAAEQ/soFkv7HIqcw/s320/nucleare_no_grazie+copia.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(In occasione della presentazione ufficiale del circolo territoriale del Movimento per la Decrescita Felice si terrà martedì 3 novembre ore 18.00 presso la sala convegni della biblioteca Albino di Campobasso il convegno dal titolo : Nucleare?! Le ragioni della Decrescita Felice.&lt;br /&gt;Tra gli interventi spiccano quello dell'arcivescovo Giancarlo Maria Bregantini e del presidente nazionale del movimento Maurizio Pallante.)&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;L’energia nucleare è il futuro! Le centrali di nuova generazione sono sicure! L’uranio non inquina! Risolverà i problemi energetici italiani!Queste sono alcune delle tante deliranti opinioni che si possono ascoltare in un qualunque bar o autobus, ma non dovrebbe essere difficile poterle attribuire a qualche esponente politico.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Infatti dopo l’ormai famoso ritorno al nucleare, il 5 Ottobre in un incontro nella cittadina di &lt;span id="SPELLING_ERROR_0" class="blsp-spelling-error"&gt;Flamanville&lt;/span&gt;, in Francia, l’ &lt;span id="SPELLING_ERROR_1" class="blsp-spelling-error"&gt;ENEL&lt;/span&gt;, insieme ad &lt;span id="SPELLING_ERROR_2" class="blsp-spelling-error"&gt;EDF&lt;/span&gt; (&lt;span id="SPELLING_ERROR_3" class="blsp-spelling-error"&gt;Électricité&lt;/span&gt; de France) , ha dichiarato che il programma per la costruzione dei reattori in Italia è già stato stabilito a grandi linee. Come molti sanno, dovranno essere realizzati &lt;span id="SPELLING_ERROR_4" class="blsp-spelling-error"&gt;inizialmente&lt;/span&gt; 4 reattori di “terza generazione” in zone non ancora definite in quanto le valutazioni sono complesse, ma la certezza è la necessità di avere nelle vicinanze sorgenti d’acqua per il &lt;span id="SPELLING_ERROR_5" class="blsp-spelling-error"&gt;raffreddamento&lt;/span&gt; e una rete elettrica in grado di sopportare elevati carichi. La situazione è &lt;span id="SPELLING_ERROR_6" class="blsp-spelling-error"&gt;preoccupante&lt;/span&gt; dato che tutto questo viene portato avanti, &lt;span id="SPELLING_ERROR_7" class="blsp-spelling-error"&gt;orgogliosamente&lt;/span&gt;, da una classe dirigente che così facendo mostra tutti i suoi limiti in campo energetico. Gli “illuminati” affermano che il futuro economico e industriale del nostro paese sono legati all’energia nucleare, dato che questa soddisferà il fabbisogno energetico italiano. Tra i cittadini alcuni, come su ogni altro tema trattato, si fidano &lt;span id="SPELLING_ERROR_8" class="blsp-spelling-error"&gt;cecamente&lt;/span&gt;. Altri, contrariati, manifestano il proprio dissenso proponendo lo sviluppo di energie rinnovabili.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;La situazione non è molto diversa da quando nel 1972 nel libro &lt;i&gt;I limiti dello Sviluppo &lt;/i&gt;si metteva in evidenza la possibilità che le fonti fossili non fossero in grado di soddisfare a lungo il fabbisogno mondiale e denunciava l’aggravarsi dell’&lt;span id="SPELLING_ERROR_9" class="blsp-spelling-error"&gt;inquinamento&lt;/span&gt; atmosferico causato dai processi di combustione. Così per ridurre il consumo di fonti fossili si delinearono due posizioni: i fautori dell’&lt;i&gt;energia nucleare&lt;/i&gt; da un lato e dall’altro quelli che sostenevano l’&lt;i&gt;energia solare&lt;/i&gt;. Le due posizioni si &lt;span id="SPELLING_ERROR_10" class="blsp-spelling-error"&gt;fronteggiarono&lt;/span&gt; a &lt;span id="SPELLING_ERROR_11" class="blsp-spelling-error"&gt;suon&lt;/span&gt; di critiche: la tecnologia nucleare era considerata molto pericolosa e i rischi di incidenti con fuoriuscita e diffusione di sostanze radioattive erano molto alti; non potendo negare questi problemi, i sostenitori del nucleare ribattevano che lo sviluppo tecnologico avrebbe consentito di risolverli, inoltre l’energia solare non poteva essere considerata un’alternativa alle fonti fossili perché il suo contributo era poco più che simbolico.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Allo stesso modo in questi giorni stiamo assistendo ad un dibattito mediatico simile che mette a confronto, per soddisfare il fabbisogno energetico nazionale, le idee di investire nel nucleare con quelle che &lt;span id="SPELLING_ERROR_12" class="blsp-spelling-error"&gt;preferiscono&lt;/span&gt; investire nelle energie rinnovabili. Oggi come allora la logica è sempre la stessa. Che si tratti di dipendere dal nucleare o dal solare si risponde sempre alla &lt;i&gt;logica della crescita. &lt;/i&gt;L’incremento dei consumi energetici viene considerato come un dato &lt;span id="SPELLING_ERROR_13" class="blsp-spelling-error"&gt;immodificabile&lt;/span&gt; e si vuole soddisfarlo con fonti diverse. Tenendo presente che più della metà di tutta l’energia che si estrae, si trasporta, si trasforma, si trasporta nella nuova forma e finalmente si utilizza viene &lt;b&gt;sprecata &lt;/b&gt;non è da &lt;span id="SPELLING_ERROR_14" class="blsp-spelling-error"&gt;considerarsi&lt;/span&gt; scempio a prescindere da quale fonte viene utilizzata per la produzione?&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Come ci spiega Maurizio Pallante, se il nostro sistema energetico è &lt;span id="SPELLING_ERROR_15" class="blsp-spelling-error"&gt;rappresentato&lt;/span&gt; da un &lt;i&gt;secchio bucato&lt;/i&gt; la nostra &lt;span id="SPELLING_ERROR_16" class="blsp-spelling-error"&gt;preoccupazione&lt;/span&gt; non deve essere su quale fonte utilizziamo per riempirlo, ma dobbiamo impegnarci a tappare i buchi! Bisogna quindi fare un discorso a monte, cioè ridurre al minimo il consumo di fonti fossili mediante una riduzione della domanda di energia che risponde alla &lt;i&gt;logica della &lt;span id="SPELLING_ERROR_17" class="blsp-spelling-corrected"&gt;decrescita&lt;/span&gt;, &lt;/i&gt;la terza via.&lt;i&gt; &lt;/i&gt;Nel &lt;span id="SPELLING_ERROR_18" class="blsp-spelling-error"&gt;riscaldamento&lt;/span&gt; degli ambienti, oltre agli sprechi causati dalla scarsa efficienza delle caldaie, almeno la metà del calore prodotto viene disperso nell’atmosfera a causa della cattiva &lt;span id="SPELLING_ERROR_19" class="blsp-spelling-error"&gt;coibentazione&lt;/span&gt; degli edifici. Se si riducono questi sprechi e queste &lt;span id="SPELLING_ERROR_20" class="blsp-spelling-error"&gt;inefficienze&lt;/span&gt; si ottengono riduzioni dei consumi di fonti fossili molto maggiori di quelle che si avrebbero &lt;span id="SPELLING_ERROR_21" class="blsp-spelling-error"&gt;sostituendole&lt;/span&gt; con altre fonti. E’ meglio un &lt;span id="SPELLING_ERROR_22" class="blsp-spelling-error"&gt;chilowattora&lt;/span&gt; risparmiato di un &lt;span id="SPELLING_ERROR_23" class="blsp-spelling-error"&gt;chilowattora&lt;/span&gt; sostituito (e sprecato). Possiamo constatare che una riduzione degli sprechi di energia, cioè una diminuzione di produzione e consumo di una merce che non è un bene, si tradurrebbe in una &lt;span id="SPELLING_ERROR_24" class="blsp-spelling-error"&gt;decrescita&lt;/span&gt; del &lt;span id="SPELLING_ERROR_25" class="blsp-spelling-error"&gt;Pil&lt;/span&gt;. Avremmo così gli stessi servizi senza alcuna rinuncia né limitazione, ma con un minor consumo di energia alla fonte. Con questo non vogliamo mettere sullo stesso piano l’energia nucleare e le energie rinnovabili, anzi tutto ciò avvalora ancor di più l’inutilità di una fonte non sicura. Le fonti rinnovabili invece diventano di &lt;span id="SPELLING_ERROR_26" class="blsp-spelling-error"&gt;fondamentale&lt;/span&gt; importanza solo dopo aver affrontato questo importante passaggio relativo agli sprechi. In Italia le fonti rinnovabili danno un contributo ancora risibile, ma non in Germania dove invece è stata realizzata una doppia strategia: 1 riduzione degli sprechi; 2 &lt;span id="SPELLING_ERROR_27" class="blsp-spelling-error"&gt;sostituzione&lt;/span&gt; delle fonti. Loro riescono a soddisfare con le fonti rinnovabili un fabbisogno energetico molto elevato in confronto al nostro, diminuendo anche le emissioni di CO2.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;“La strategia della &lt;span id="SPELLING_ERROR_28" class="blsp-spelling-error"&gt;decrescita&lt;/span&gt; è un approccio sistemico integrato che vede come primo elemento la riduzione dei consumi. Se &lt;span id="SPELLING_ERROR_29" class="blsp-spelling-error"&gt;diminuiscono&lt;/span&gt; i consumi le fonti rinnovabili possono dare un contributo percentuale maggiore, e si ha anche un risparmio economico che si può investire nelle rinnovabili. La diminuzione dei consumi è dunque la premessa &lt;span id="SPELLING_ERROR_30" class="blsp-spelling-error"&gt;fondamentale&lt;/span&gt; per uno sviluppo &lt;span id="SPELLING_ERROR_31" class="blsp-spelling-error"&gt;significativo&lt;/span&gt; delle fonti rinnovabili, sia da un punto di vista del fabbisogno energetico che da un punto di vista finanziario.” E’ovvio che da sole le paure non possono bastare. Solamente attraverso un approccio che preveda a monte la riduzione degli sprechi si può affermare la totale inutilità del nucleare.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Intanto vi proponiamo qualche &lt;span id="SPELLING_ERROR_32" class="blsp-spelling-error"&gt;suggerimento&lt;/span&gt; per poter smentire qualunque &lt;span id="SPELLING_ERROR_33" class="blsp-spelling-error"&gt;dichiarazione&lt;/span&gt; dei nostri politici riguardo l’utilità nucleare..&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;?xml:namespace prefix = o /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;I PIÙ DIFFUSI LUOGHI COMUNI SULL’ENERGIA NUCLEARE &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;SEMPLICI DA SFATARE&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;IL NUCLEARE E’ UNA FONTE DI ENERGIA RINNOVABILE? &lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Il nucleare non è una fonte di energia rinnovabile, perché si basa sull’utilizzo di un &lt;span id="SPELLING_ERROR_34" class="blsp-spelling-error"&gt;combustibile&lt;/span&gt;, l’uranio, che esiste in natura in quantità finite. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Che il nucleare non è una fonte rinnovabile lo ha detto anche l’Unione europea, in particolare &lt;span id="SPELLING_ERROR_35" class="blsp-spelling-error"&gt;Ferran&lt;/span&gt; &lt;span id="SPELLING_ERROR_36" class="blsp-spelling-error"&gt;Tarradellas&lt;/span&gt;, portavoce del commissario &lt;span id="SPELLING_ERROR_37" class="blsp-spelling-error"&gt;Andris&lt;/span&gt; &lt;span id="SPELLING_ERROR_38" class="blsp-spelling-error"&gt;Piebalgs&lt;/span&gt;: &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;«L´energia nucleare non è considerata una fonte rinnovabile, pertanto non è calcolata nel mix di fonti con il quale ciascun paese deve raggiungere i target concordati» (Lucia Venturi, &lt;span id="SPELLING_ERROR_39" class="blsp-spelling-error"&gt;greenreport&lt;/span&gt; ) &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;&lt;se id="SPELLING_ERROR_40" class="blsp-spelling-error"&gt;consideriamo l’incremento annuale di potenza degli impianti eolici, solari e nucleari constatiamo come negli ultimi anni la potenza nucleare si sia &lt;span id="SPELLING_ERROR_41" class="blsp-spelling-error"&gt;sostanzialmente&lt;/span&gt; &lt;span id="SPELLING_ERROR_42" class="blsp-spelling-error"&gt;stabilizzata&lt;/span&gt;, mentre le rinnovabili presentano tassi di crescita &lt;span id="SPELLING_ERROR_43" class="blsp-spelling-error"&gt;elevatissimi&lt;/span&gt;. &lt;span id="SPELLING_ERROR_44" class="blsp-spelling-error"&gt;Considerando&lt;/span&gt; le tendenze dei prossimi anni si evidenzia come, in valori assoluti, vento e sole supereranno la nuova potenza nucleare installata. Questo calcolo, tra l’altro, non prende in &lt;span id="SPELLING_ERROR_45" class="blsp-spelling-error"&gt;considerazione&lt;/span&gt; la potenza nucleare obsoleta &lt;span id="SPELLING_ERROR_46" class="blsp-spelling-error"&gt;progressivamente&lt;/span&gt; abbandonata. Più in generale, nel periodo 2008-12 la produzione addizionale di elettricità solare ed eolica, e quindi il contributo alla riduzione delle emissioni di gas &lt;span id="SPELLING_ERROR_47" class="blsp-spelling-error"&gt;climalteranti&lt;/span&gt; di queste tecnologie verdi, dovrebbe essere almeno 4 volte superiore rispetto al contributo netto del nucleare (&lt;span id="SPELLING_ERROR_48" class="blsp-spelling-error"&gt;considerando&lt;/span&gt; cioè anche le chiusure di vecchie centrali). (Gianni &lt;span id="SPELLING_ERROR_49" class="blsp-spelling-error"&gt;Silvestrini&lt;/span&gt;, &lt;span id="SPELLING_ERROR_50" class="blsp-spelling-error"&gt;qualenergia&lt;/span&gt;) &lt;/se&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;IL NUCLEARE DI NUOVA GENERAZIONE E’ SICURO? &lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;La sicurezza intrinseca non esiste nemmeno nel cosiddetto nucleare di nuova generazione su cui si concentra la ricerca del &lt;span id="SPELLING_ERROR_51" class="blsp-spelling-error"&gt;Generation&lt;/span&gt; IV, cui partecipa anche l’Italia attraverso &lt;span id="SPELLING_ERROR_52" class="blsp-spelling-error"&gt;Euratom&lt;/span&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;«Sicurezza intrinseca non significa aumentare i livelli e i punti di controllo in un reattore, ma mettere a punto reattori in grado di spegnersi &lt;span id="SPELLING_ERROR_53" class="blsp-spelling-error"&gt;automaticamente&lt;/span&gt; nel momento in cui si arriva al cosiddetto incidente tipico di riferimento, quando si raggiungono cioè condizioni di perdita del liquido &lt;span id="SPELLING_ERROR_54" class="blsp-spelling-error"&gt;refrigerante&lt;/span&gt;. Per ottenere questo è necessario cambiare la fisica di reattori e per farlo serve ricerca. Non mi risulta che all’interno del consorzio &lt;span id="SPELLING_ERROR_55" class="blsp-spelling-error"&gt;Generation&lt;/span&gt; IV esistano &lt;span id="SPELLING_ERROR_56" class="blsp-spelling-error"&gt;significative&lt;/span&gt; prestazioni di ricerca sulla sicurezza intrinseca». (Massimo &lt;span id="SPELLING_ERROR_57" class="blsp-spelling-error"&gt;Scalia&lt;/span&gt;, &lt;span id="SPELLING_ERROR_58" class="blsp-spelling-error"&gt;greenreport&lt;/span&gt;) &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;&lt;in&gt;&gt; (Massimo &lt;span id="SPELLING_ERROR_59" class="blsp-spelling-error"&gt;Scalia&lt;/span&gt;, Gianni &lt;span id="SPELLING_ERROR_60" class="blsp-spelling-error"&gt;Mattioli&lt;/span&gt; L’Unità 27marzo 2008) &lt;/in&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;IL NUCLEARE AIUTA A RIDURRE IL &lt;span id="SPELLING_ERROR_61" class="blsp-spelling-error"&gt;SURRISCALDAMENTO&lt;/span&gt; DEL PIANETA? &lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;&lt;la id="SPELLING_ERROR_62" class="blsp-spelling-error"&gt;Considerando che la vita media d’esercizio delle 117 unità già chiuse è di circa 22 anni, raddoppiare questo valore sembra già ottimistico, tuttavia abbiamo assunto di raggiungere i 40 anni di vita media per i reattori operativi o attualmente in costruzione e abbiamo calcolato quante centrali all’anno saranno chiuse. Questa valutazione consente di valutare il numero di centrali da attivare nei prossimi decenni per mantenere lo stesso numero di centrali operative. In aggiunta alle unità attualmente in costruzione e con una data di accensione stabilita, 70 reattori (40.000 &lt;span id="SPELLING_ERROR_63" class="blsp-spelling-error"&gt;MW&lt;/span&gt;) dovranno essere progettati, realizzati ed avviati entro il 2015 – uno ogni mese e mezzo – inoltre serviranno ulteriori 192 unità (168.000 &lt;span id="SPELLING_ERROR_64" class="blsp-spelling-error"&gt;MW&lt;/span&gt;) nei prossimi dieci anni successivi – una ogni 18 giorni. Questo risultato non è diverso dall’analisi del 2004». (da: Lo stato dell’industria nucleare mondiale nel 2007 scritto da &lt;span id="SPELLING_ERROR_65" class="blsp-spelling-error"&gt;Mycle&lt;/span&gt; &lt;span id="SPELLING_ERROR_66" class="blsp-spelling-error"&gt;Schneider&lt;/span&gt; ) &lt;/la&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;&lt;gli&gt;&gt; dal IV Rapporto &lt;span id="SPELLING_ERROR_67" class="blsp-spelling-error"&gt;Ipcc&lt;/span&gt; del 2007. Questo significa che se anche il nucleare non produce emissioni &lt;span id="SPELLING_ERROR_68" class="blsp-spelling-error"&gt;climalteranti&lt;/span&gt;, agli attuali tempi di &lt;span id="SPELLING_ERROR_69" class="blsp-spelling-error"&gt;realizzazione&lt;/span&gt; non sarà sufficiente a fermare la febbre del pianeta. &lt;/gli&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;IL NUCLEARE E’ ECONOMICO RISPETTO ALLE ALTRE FONTI? &lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;«Il nucleare è fuori mercato, per questo in Usa nessuno ci investe» (Gianni &lt;span id="SPELLING_ERROR_70" class="blsp-spelling-error"&gt;Silvestrini&lt;/span&gt;, &lt;span id="SPELLING_ERROR_71" class="blsp-spelling-error"&gt;greenreport&lt;/span&gt;) &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;&lt;mi st="on" productid="la Reuters"&gt;la Reuters&lt;/mi&gt; circa l’unico nuovo reattore, da 1600 MW, in costruzione in Europa e precisamente in Finlandia (a Olkiluoto). La sua messa in esercizio era stata garantita dalle due ditte costruttrici, la francese Areva e &lt;?xml:namespace prefix = st1 /&gt;&lt;st1:personname st="on" productid="la Tedesca Siemens"&gt;la Tedesca Siemens&lt;/st1:personname&gt;, per il 2009, ma soprattutto a detta del governo finlandese questa centrale avrebbe garantito ai finlandesi energia elettrica a basso costo. La notizia che la nota agenzia ci da è che nel 2009 non entrerà in funzione nulla, perché la messa in esercizio è stata posticipata al 2011 e soprattutto che i KWh che questa centrale produrrà costeranno molto cari visto che il costo della centrale è lievitato in pochi anni dai due ai tre miliardi di euro, più o meno quattro volte il costo di una centrale a gas metano a ciclo combinato di pari potenza.&gt;&gt; (Massimo Serafini, &lt;span id="SPELLING_ERROR_72" class="blsp-spelling-error"&gt;greenreport&lt;/span&gt;) &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;«Nessuno potrebbe costruire impianti nucleari in assenza di garanzie sui prestiti e senza quegli incentivi i nuovi impianti forse non sarebbero sulla rampa di lancio», dichiara &lt;span id="SPELLING_ERROR_73" class="blsp-spelling-error"&gt;Christopher&lt;/span&gt; &lt;span id="SPELLING_ERROR_74" class="blsp-spelling-error"&gt;Crane&lt;/span&gt;, presidente della &lt;span id="SPELLING_ERROR_75" class="blsp-spelling-error"&gt;Exelon&lt;/span&gt;, una delle principali imprese elettriche Usa, riferendosi ai forti incentivi previsti dal &lt;span id="SPELLING_ERROR_76" class="blsp-spelling-error"&gt;Bill&lt;/span&gt; &lt;span id="SPELLING_ERROR_77" class="blsp-spelling-error"&gt;Energy&lt;/span&gt; &lt;span id="SPELLING_ERROR_78" class="blsp-spelling-error"&gt;Act&lt;/span&gt; di &lt;span id="SPELLING_ERROR_79" class="blsp-spelling-error"&gt;Bush&lt;/span&gt; del 2005. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Secondi i dati del &lt;i&gt;&lt;span id="SPELLING_ERROR_80" class="blsp-spelling-error"&gt;Massachusetts&lt;/span&gt; &lt;span id="SPELLING_ERROR_81" class="blsp-spelling-error"&gt;Institute&lt;/span&gt; &lt;span id="SPELLING_ERROR_82" class="blsp-spelling-error"&gt;of&lt;/span&gt; &lt;span id="SPELLING_ERROR_83" class="blsp-spelling-error"&gt;Technology&lt;/span&gt; &lt;/i&gt;nel rapporto “&lt;i&gt;The future &lt;span id="SPELLING_ERROR_84" class="blsp-spelling-error"&gt;of&lt;/span&gt; &lt;span id="SPELLING_ERROR_85" class="blsp-spelling-error"&gt;nuclear&lt;/span&gt; &lt;span id="SPELLING_ERROR_86" class="blsp-spelling-error"&gt;power&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;” pubblicato nel 2003 i costi del &lt;span id="SPELLING_ERROR_87" class="blsp-spelling-error"&gt;chilowattora&lt;/span&gt; prodotto con carbone e gas, sono &lt;span id="SPELLING_ERROR_88" class="blsp-spelling-error"&gt;rispettivamente&lt;/span&gt; di 4,2 centesimi e 4,1 centesimi di dollaro, mentre il &lt;span id="SPELLING_ERROR_89" class="blsp-spelling-error"&gt;chilowattora&lt;/span&gt; nucleare (di una centrale in grado di operare per &lt;span id="SPELLING_ERROR_90" class="blsp-spelling-error"&gt;quarant&lt;/span&gt;’anni) costa ben 6,7 centesimi di dollaro. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;&lt;nemmeno&gt;&gt; (Leonardo &lt;span id="SPELLING_ERROR_91" class="blsp-spelling-error"&gt;Maugeri&lt;/span&gt; in: Con tutta l’energia possibile) &lt;/nemmeno&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;IL NUCLEARE E’ PULITO? &lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Sicuramente in termini di emissioni il nucleare è pulito rispetto ad una centrale a carbone, ad olio &lt;span id="SPELLING_ERROR_92" class="blsp-spelling-error"&gt;combustibile&lt;/span&gt; o a gas: tanto quanto una pala eolica o un pannello &lt;span id="SPELLING_ERROR_93" class="blsp-spelling-error"&gt;fotovoltaico&lt;/span&gt;. Lo è certo meno in caso anche di &lt;span id="SPELLING_ERROR_94" class="blsp-spelling-error"&gt;microincidenti&lt;/span&gt; con fuoriuscita di &lt;span id="SPELLING_ERROR_95" class="blsp-spelling-error"&gt;radioattività&lt;/span&gt; (senza bisogno di arrivare a casi come &lt;span id="SPELLING_ERROR_96" class="blsp-spelling-error"&gt;Cernobyl&lt;/span&gt;): &lt;&lt;tra&gt;&gt; (Stefano Generali in Ti ricordi Cernobyl?) &lt;/tra&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma oltre al problema della sicurezza, un altro dei principali problemi non risolti dell’energia atomica resta quello delle scorie: non esistono ad oggi soluzioni concrete al problema dello smaltimento dei rifiuti radioattivi derivanti dall’attività delle centrali o dal loro &lt;i&gt;decomissioning&lt;/i&gt;. Le circa 250mila tonnellate di rifiuti altamente radioattivi prodotte fino ad oggi nel mondo sono tutte in attesa di essere conferite in siti di smaltimento definitivo, stoccati in depositi “temporanei” o lasciati negli stessi impianti dove sono stati generati. Lo stesso vale ovviamente anche per il nostro Paese che conta secondo l’inventario curato da Apat circa 25mila m3 di rifiuti, 250 tonnellate di combustibile irraggiato – pari al 99% della radioattività presente nel nostro Paese -, a cui vanno sommati i circa &lt;st1:metricconverter st="on" productid="1.500 m3"&gt;1.500 m3&lt;/st1:metricconverter&gt; di rifiuti prodotti annualmente da ricerca, medicina e industria e i circa 80-90mila m3 di rifiuti che deriveranno dallo smantellamento delle 4 centrali e degli impianti del ciclo del combustibile. (I problemi irrisolti del nucleare a vent’anni dal referendum, Legambiente 2007) &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Nell’Europa a 25 i rifiuti nucleari crescono ad un ritmo di 40mila metri cubi/anno pari a 100mila tonnellate; come se fosse un edificio a base &lt;st1:metricconverter st="on" productid="850 metri"&gt;850 metri&lt;/st1:metricconverter&gt; quadri e alto 10 piani e che aumenta di 1 piano l’anno: una mole gigantesca che ha a disposizione soli due sedi di ritrattamento per tutta Europa, ovvero &lt;st1:personname st="on" productid="La Hague"&gt;La Hague&lt;/st1:personname&gt; in Francia e Sellafield in Inghilterra. (Leonardo Maugeri, Con tutta l’energia possibile) &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;IL NUCLEARE E’ DIFFUSO E SARA’ &lt;st1:personname st="on" productid="LA PROSSIMA FONTE"&gt;LA PROSSIMA FONTE&lt;/st1:personname&gt; ENERGETICA DEL FUTURO NEL MONDO? &lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;«Alla fine del 2007 sono operativi 439 reattori al mondo, &lt;st1:metricconverter st="on" productid="5 in"&gt;5 in&lt;/st1:metricconverter&gt; meno di un lustro fa. Ci sono 34 unità “in costruzione” secondo &lt;st1:personname st="on" productid="la International Atomic"&gt;la International Atomic&lt;/st1:personname&gt; Energy Agency (Iaea), &lt;st1:metricconverter st="on" productid="20 in"&gt;20 in&lt;/st1:metricconverter&gt; meno che alla fine degli anni ’90. Nel 1989 erano attivi 177 reattori in quelli che sono ora i 27 Stati Membri dell’UE ma questo numero è ridotto a 146 unità alla fine del 2007. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Attualmente, i 439 reattori operativi totalizzano in tutto 371.700 megawatt e la capacità combinata delle 436 unità operative al mondo nell’anno 2000 fu meno di 352.000 MW – in contrasto con la previsione dell’International Atomic Energy Agency (IAEA) negli anni ’70 che stimava 4.450.000 megawatt. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ad oggi le centrali nucleari forniscono il 16% dell’elettricità, il 6% dell’energia primaria commerciale ed il 2-3% dell’energia finale mondiale – con tendenza al ribasso – meno del solo idroelettrico. Ventuno dei 31 stati a disporre di centrali nucleari hanno ridotto la loro percentuale di energia nucleare nel mix energetico del 2006 rispetto al 2003. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;«Anche nell’ipotesi che Finlandia e Francia costruiscano un reattore ciascuna – prosegue il documento (Lo stato dell’industria nucleare mondiale nel 2007, greenreport)- &lt;st1:personname st="on" productid="la Cina"&gt;la Cina&lt;/st1:personname&gt; altre 20 unità &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;e Giappone, Corea ed Europa dell’Est aggiungano qualche altra centrale, il trend a livello mondiale del nucleare sarà probabilmente verso il basso per i prossimi due o tre decenni&gt;&gt; &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;CON IL NUCLEARE DI NUOVA GENERAZIONE NON CI SARANNO PIU’ PROBLEMI DI APPROVVIGIONAMENTO DI URANIO? &lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;&lt;al&gt;&gt; (Massimo Scalia, Gianni Mattioli L’Unità) &lt;/al&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Secondo altre stime, al ritmo di consumo attuale, la sua disponibilità è stimata per circa 70 anni, ma se la richiesta crescesse, si potrebbe riproporre una situazione del tutto simile a quella delle “guerre per il petrolio” e con i tempi di realizzazione delle centrali. E i reattori autofertilizzanti, tipo il Superfhenix, non solo non hanno dato al momento ancora risultati concreti, ma potrebbero rappresentare seri pericoli riguardo all’utilizzo militare, per la loro capacità di produrre plutonio in maniera tale da renderlo utilizzabile in una trasformazione energetica successiva, ma anche in una possibile bomba. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Nell’attuale quadro mondiale si corre già adesso, con le attuali tecnologie di utilizzo dell’energia nucleare, il forte rischio che ci possano essere Paesi che vogliano sfuggire al controllo della comunità internazionale - come nel caso dell’Iran - che potrebbero utilizzare il nucleare civile come grimaldello per dotarsi di armamenti nucleari. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;A VENT’ANNI DAL REFERENDUM CHE L’HA BANDITO GLI ITALIANI HANNO CAMBIATO IDEA? &lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;&lt;dire&gt;&gt; (Fabrizio Vigni, greenreport) &lt;/dire&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Grazie al referendum del 1987, l’Italia è stato il primo paese tra i più industrializzati ad uscire dal nucleare. Solo alla fine degli anni ’90, infatti, verrà seguita dalla Germania con la definizione dell’&lt;i&gt;exit strategy &lt;/i&gt;dalla produzione di energia elettrica dall’atomo entro il 2020, e più recentemente dalla Spagna. Siamo proprio sicuri che vi siano popolazioni e territori disponibili ad ospitare una centrale atomica? E voi sareste disponibili?&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318900763782532789-3953940390769495205?l=mdfcampobasso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/feeds/3953940390769495205/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/2009/10/la-terza-via.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318900763782532789/posts/default/3953940390769495205'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318900763782532789/posts/default/3953940390769495205'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/2009/10/la-terza-via.html' title='La terza via'/><author><name>decrescita felice campobasso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09734153733310853598</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_tDu5IiTBrY0/SsPrWlcQMlI/AAAAAAAAACA/3jxGyxWhewE/S220/logofacebook+copia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tDu5IiTBrY0/SuHM3y3YZBI/AAAAAAAAAEQ/soFkv7HIqcw/s72-c/nucleare_no_grazie+copia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318900763782532789.post-5812843633410825234</id><published>2009-10-21T01:22:00.007+02:00</published><updated>2009-10-21T15:58:04.452+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://farm3.static.flickr.com/2634/4031413753_4c9dcc6bbe_b.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 411px; FLOAT: right; HEIGHT: 576px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://farm3.static.flickr.com/2634/4031413753_4c9dcc6bbe_b.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://farm3.static.flickr.com/2679/4030623334_11bc96d802_b.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318900763782532789-5812843633410825234?l=mdfcampobasso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/feeds/5812843633410825234/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/2009/10/blog-post.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318900763782532789/posts/default/5812843633410825234'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318900763782532789/posts/default/5812843633410825234'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/2009/10/blog-post.html' title=''/><author><name>decrescita felice campobasso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09734153733310853598</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_tDu5IiTBrY0/SsPrWlcQMlI/AAAAAAAAACA/3jxGyxWhewE/S220/logofacebook+copia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2634/4031413753_4c9dcc6bbe_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318900763782532789.post-1095082012142816179</id><published>2009-10-08T17:55:00.011+02:00</published><updated>2009-10-08T18:20:10.955+02:00</updated><title type='text'>Che cos’è la Decrescita?</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;Finalmente ci siamo! Dopo poco più di 2 anni dalla fondazione dell’associazione nazionale, il Movimento per &lt;st1:personname st="on" productid="la Decrescita Felice"&gt;la Decrescita Felice&lt;/st1:personname&gt; arriva anche a Campobasso attraverso un suo circolo territoriale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;Ma che cos’è la Decrescita?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;Dopo decenni di spreco frenetico è evidente che siamo entrati in un periodo di turbolenze da tutti i punti di vista. Le sempre più frequenti catastrofi naturali,&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;le guerre del petrolio e quelle ormai prossime dell’acqua porteranno la nostra società ad un collasso definitivo. E’ chiaro che tutto ciò è causato dai nostri stili di vita basati su una &lt;i style=""&gt;crescita illimitata&lt;/i&gt;. Parlare di Decrescita quindi vuol dire lanciare una sfida all’inferno della crescita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;st1:personname st="on" productid="La Decrescita"&gt;La Decrescita&lt;/st1:personname&gt; è una riduzione volontaria della produzione di alcuni tipi di merci che si ritengono inutili o dannose, presupponendo una valutazione qualitativa di ciò che si ritiene utile produrre, di quanto e di come si produce. Una netta distinzione viene fatta tra due parole utilizzate erroneamente in maniera equivalente ma che esprimono due concetti diversi: &lt;i style=""&gt;beni e merci&lt;/i&gt;. I beni sono oggetti o servizi che soddisfano un bisogno o un desiderio, mentre le merci sono oggetti o servizi che si ottengono in cambio di denaro.&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Ma non tutti i beni devono essere necessariamente comprati, né tutte le merci soddisfano un bisogno; ci sono quindi beni che non sono merci e merci che non sono beni. Per il riscaldamento degli ambienti in Italia si consumano mediamente 200 chilowattora all’anno per metro quadrato. In altri Paesi europei ci sono &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;normative che non consentono la costruzione di edifici che consumano più di 70 chilowattora. Gli edifici sono suddivisi in classi per efficienza energetica fino ad un massimo di 15 chilowattora che sono in grado di mantenere una temperatura interno di 20 gradi anche con temperature esterne al di sotto dello 0. Questo ci fa capire che gli edifici che ne consumano 200 ne disperdono in atmosfera i due terzi a causa della cattiva coibentazione. Almeno &lt;st1:metricconverter st="on" productid="13 litri"&gt;13 litri&lt;/st1:metricconverter&gt; di gasolio per metro quadro all’anno su 20 sono una merce ma non un bene, perché non servono a riscaldare l’edificio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;Così esistono anche beni che non sono merci: gli oggetti autoprodotti per autoconsumo e i servizi prestati alla persona. Fondamentale, soprattutto nella regione Molise, è la coltivazione di un piccolo orto che permette di evitare l’acquisto di frutta e verdura. Questo fa decrescere il Pil, facendo calare la domanda di quelle merci. Ma facendo ciò non si rinuncia a nulla, anzi ci si nutre con prodotti più sani e buoni; un miglioramento della qualità della vita che non potrebbe aversi senza la decrescita del Pil&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;indotta da un incremento della produzione dell’uso di beni che non sono merci.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;Così anche gli edifici mal costruiti&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;hanno bisogno di più gasolio per essere riscaldati, fanno crescere il Pil più degli edifici costruiti in maniera efficiente. Se venissero diminuite le dispersioni energetiche, diminuirebbe il consumo di una merce che non è un bene e&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;si avrebbe una riduzione del Pil&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;senza rinunce e senza diminuzione del benessere. Il benessere termico è inversamente proporzionale alla crescita del Pil.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;Tuttavia non tutto ciò di cui abbiamo bisogno può essere autoprodotto, come un computer (bene) o una Tac (servizio) che si possono ottenere&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;soltanto &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;sotto forma di merci.&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Il rispetto e l’amicizia non si possono avere in cambio di denaro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;Per decrescita si intende quindi una riduzione della produzione e del consumo di merci che non sono beni e&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;un aumento della produzione e dell’uso di beni che non sono merci. Infatti riducendo la produzione e il consumo di una merce che non è un bene non ci si priva di nulla. Aumentando la produzione e l’uso di un bene che non è una merce non si fa nessun sacrificio. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;La decrescita non si limita quindi a una mera diminuzione quantitativa de&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;l Prodotto interno lordo, ma è la negazione della sua validità come indicatore di benessere perché basato solamente su dati quantitativi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;La decrescita del Pil come libera scelta può ottenersi solamente agendo su alcuni fattori fondamentali come lo sviluppo di innovazioni tecnologiche (tecnologie per la decrescita) finalizzate a ridurre il consumo di risorse, l’inquinamento ambientale e la produzione di rifiuti a parità di produzione; la diffusione di stili di vita fondati sulla ricerca del &lt;i style=""&gt;benessere&lt;/i&gt; e non del &lt;i style=""&gt;tantoavere&lt;/i&gt;; una politica economica e una politica amministrativa che favoriscano l’adozione di quelle tecnologie e di que&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;gli stili di vita. Migliorare la qualità della vita attraverso la via della Decrescita non farebbe altro che realizzare felicità, non solo per chi la pratica ma anche per l’intera umanità. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;Il circolo territoriale del Movimento per &lt;st1:personname st="on" productid="la Decrescita Felice"&gt;&lt;st1:personname st="on" productid="La Decrescita"&gt;la Decrescita&lt;/st1:personname&gt; Felice&lt;/st1:personname&gt; di Campobasso intende diffondere e realizzare il concetto di Decrescita attraverso varie attività che hanno come obiettivi:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;accorciare le distanze tra produzione e consumo, preferendo gli acquisti diretti con il produttore attraverso un Gruppo d’Acquisto Solidale (GAS), già presente sul territorio, per minimizzare i chilometri percorsi dai beni nel loro viaggio; sostituire il più possibile le merci con beni autoprodotti o scambiati all’interno di relazioni non mercantili, cercando di autoprodurre il più possibile promuovendo i relativi vantaggi; &lt;i style=""&gt;allungare la vita alle cose&lt;/i&gt;, diffondendo lo stile di vita che poggia sulle quattro R ( riduzione, riuso, recupero, riciclaggio) , cercando di creare una efficiente raccolta differenziata porta a porta;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;ridurre al minimo gli sprechi energetici, promuovendo una riqualificazione della Pubblica illuminazione, che contribuiscono alla valutazione del fabbiso&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;gno nazionale, al quale poi si provvede attraverso la dipendenza da pratiche obsolete delle quali si potrebbe fare tranquillamente a meno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;Il Movimento per &lt;st1:personname st="on" productid="la Decrescita Felice"&gt;&lt;st1:personname st="on" productid="La Decrescita"&gt;la Decrescita&lt;/st1:personname&gt; Felice&lt;/st1:personname&gt; è apartitico e collaborerà con coloro i quali vogliano appoggiare le attività dello stesso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il circolo promuoverà le sue attività sul blog “&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mdfcampobasso.blogspot.com/"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;www.mdfcampobasso.blogspot.com&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;” e invita a partecipare chiunque condivida i principi del movimento.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;Decrescita Felice Campobasso&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;a href="mailto:mdf.campobasso@tiscali.it"&gt;mdf.campobasso@tiscali.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;Tel. 3899622778&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318900763782532789-1095082012142816179?l=mdfcampobasso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/feeds/1095082012142816179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/2009/10/che-cose-la-decrescita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318900763782532789/posts/default/1095082012142816179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318900763782532789/posts/default/1095082012142816179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/2009/10/che-cose-la-decrescita.html' title='Che cos’è la Decrescita?'/><author><name>decrescita felice campobasso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09734153733310853598</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_tDu5IiTBrY0/SsPrWlcQMlI/AAAAAAAAACA/3jxGyxWhewE/S220/logofacebook+copia.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6318900763782532789.post-1315934947302977279</id><published>2009-09-23T14:23:00.003+02:00</published><updated>2009-09-23T15:21:20.486+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='decrescita felice'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maurizio pallante'/><title type='text'>La Decrescita</title><content type='html'>La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata; rispetto del  passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza  alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare  il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di  cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamare consumatori gli  acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso;  distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il  divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare  invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un  fare bene finalizzato alla contemplazione. La decrescita è la possibilità di  realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti  della crescita economica e ri-collochi l’economia nel suo ruolo di gestione  della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini  possano viverci al meglio.&lt;br /&gt;Maurizio Pallante&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6318900763782532789-1315934947302977279?l=mdfcampobasso.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/feeds/1315934947302977279/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/2009/09/la-decrescita-e-elogio-dellozio-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318900763782532789/posts/default/1315934947302977279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6318900763782532789/posts/default/1315934947302977279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mdfcampobasso.blogspot.com/2009/09/la-decrescita-e-elogio-dellozio-della.html' title='La Decrescita'/><author><name>decrescita felice campobasso</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09734153733310853598</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://4.bp.blogspot.com/_tDu5IiTBrY0/SsPrWlcQMlI/AAAAAAAAACA/3jxGyxWhewE/S220/logofacebook+copia.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
